Inconsistency

More and more this yearning for self-exhibition appears to me so inconsistent and incoherent that we are overwhelmed at times that we are imagining everything, or at least I would like to be imagining everything.
The human being cannot be so foolish as not to realize that he is renouncing what is beautiful in life in favor of an immense ego that induces to reduce the whole world to oneself by dispersing its value and meaning, both of the world and of themselves.
In fact, this remains the crucial point: learning to recognize that none exists alone and that one must consider himself a part of a world but not the world, a part that must be shared and which unites. We must learn to understand that the divisions that hinder us are creations of our prejudice and of that disproportionate ego which, in fact, is exaggerated, inconsistent, places us outside and not above the other.
Yet, I see around me the display of too many egos who are satisfied with themselves and who no longer even notice the existence of the other. Too many jesters willing to perform to flaunt the void and win favors, but who thinks of the essence? Who is responsible for giving value and meaning to real people?
Incoherence dominates our time, the risk is to fall into the trap of those who say and then deny and say the opposite in order to use their voice only in favor of themselves.
I hope for a return of meaning, a search for meaning, dedication to the essential, discernment of the true and the false, the courage of dignity and honesty.

Sempre di più mi appare talmente inconsistente e incoerente questa brama di esibizione di sé da cui siamo sommersi da credere, a volte, di stare immaginando tutto, o almeno vorrei stare immaginando tutto.
L’essere umano non può essere così sciocco da non accorgersi di stare rinunciando a quanto c’è di bello nella vita in favore di un ego smisurato che induce a ridurre il mondo intero a sé stessi disperdendone il valore e il significato, sia del mondo sia di sé stessi.
Resta questo, difatti, il punto cruciale: imparare a riconoscere che non si esiste da soli e che bisogna considerare sé stessi una parte di un mondo ma non il mondo, una parte che si deve mettere in comune e che accomuna. Bisogna imparare a capire che le divisioni che ci ostacolano sono creazioni del nostro pregiudizio e di quell’ego spropositato che, appunto, è esagerato, incoerente, ci pone fuori e non al di sopra dell’altro.
Eppure, vedo intorno a me l’esibizione di troppi ego che si accontentano di sé e che dell’esistenza dell’altro neanche più si accorgono. Troppi giullari disposti ad esibirsi per ostentare il vuoto e ottenere favori, ma chi pensa all’essenza? Chi si occupa di dare valore e significato alle persone reali?
L’incoerenza domina il nostro tempo, il rischio è di cadere nella trappola di chi dice e poi nega e dice il contrario pur di usare la propria voce in favore solo di sé stesso.
Auspico un ritorno di senso, una ricerca di senso, la dedizione all’essenziale, il discernimento del vero e del falso, il coraggio della dignità e dell’onestà.

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