To Travel Is To Live

“To travel is to live”, that’s right. My life, every life, is nothing but a journey in which everyone chooses the route of their destination. Every now and then, we make some stops, we also change direction, we let ourselves be intrigued by the mysteries hidden in different routes, but then, with determination, we resume our journey. In reality, deviating does not mean stopping traveling or betraying your journey, but having greater awareness of it, admitting you have limits, choosing to embody and deliver messages that are different from those you started with. It then becomes possible that there is a common thread and a link between your life and that of the others, even if generally you travel alone, since the life of the other is a fundamental part of your own adventure. Everything is noted, some in memory, some in words in a notebook. We write about everything, some with a pen, some with signs written on their skin. In no case does one way exclude the other, on the contrary, they often coexist and share the same experience of hope. There is communion between the voices and the different styles, and this is enough to push you to discover worlds that you never thought possible to meet, mysterious and wise creatures or insidious and petty creatures that contribute to giving the right turn to your path and the right courage to your balance. Thus, in my hands a notebook, a diary, a pen and a bookmark become a proposal and a direction, but also an embrace of patient affection for a heart, like mine, undisciplined and rebellious.

“To travel is to live”, è proprio così. La mia vita, ogni vita, non è che un viaggio cui ciascuno sceglie la rotta della propria destinazione. Ogni tanto, si fa qualche tappa, si cambia anche direzione, ci si lascia incuriosire dai misteri celati in rotte diverse, ma poi, con determinazione, si riprende il proprio cammino. In realtà, deviare, non significa smettere di viaggiare o tradire il proprio viaggio, ma averne maggiore consapevolezza, ammettere di avere dei limiti, scegliere di incarnare e recapitare anche messaggi diversi rispetto a quelli con cui si era partiti. Diventa, allora, possibile che ci sia un filo conduttore e un legame tra la propria vita e quella degli altri, anche se in genere si viaggia da soli, poiché la vita dell’altro è parte fondante della propria avventura. Di ogni cosa si prende nota, chi nella memoria, chi nelle parole in un taccuino. Di ogni cosa si scrive, chi con una penna, chi con i segni vergati sulla propria pelle. In nessun caso un modo esclude l’altro, anzi, spesso convivono e condividono la stessa esperienza di speranza. C’è comunione tra le voci e gli stili diversi, e questo basta a spingere a scoprire mondi che non si credeva possibile incontrare, creature misteriose e sagge oppure insidiose e meschine che contribuiscono a dare la giusta piega al proprio percorso e il giusto coraggio al proprio equilibrio. Così, tra le mie mani un taccuino, un quaderno, una penna e un segnalibro diventano una proposta e una direzione, ma anche un abbraccio di affetto paziente per un cuore, come il mio, indisciplinato e ribelle.

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