J.M. Coetzee: Diario di un anno difficile

“Diario di un anno difficile” (Einaudi, 2008) di J. M. Coetzee è un romanzo capace di provocare suggestioni forti e intense non tanto per la trama, abbastanza lineare e diretta, quanto per lo stile narrativo a più livelli che inaugura con Coetzee un coinvolgimento del lettore su più piani contemporanei di comunicazione del pensiero.
Questa modalità di narrazione a tre livelli, evidente anche dall’impostazione del layout di pagina, se a un primo sguardo confonde, poi immediatamente coinvolge poiché diventa chiara la richiesta da parte dell’autore di ricomporre in una visione unica la molteplicità delle possibilità del pensiero e della vita concreta offrendo l’occasione per ristabilire un legame e un equilibrio tra pensiero critico, conoscenza di sé e dell’altro, ricongiungimento.
Sembra, insomma, che la atavica dualità tra corpo e mente, pensiero e azione, possa essere risolta e superata grazie al ricongiungimento. È così che lo spirito e il bisogno, le emozioni e la razionalità si ricompongono in un tutto unico che, pur essendo chiaro e compatto, lascia lo spazio alle interpretazioni differenti di un pensiero che necessariamente deve evolvere nelle azioni mentre le azioni necessariamente devono essere concomitanti con il pensiero.
L’espediente usato da Coetzee per mostrare tale fusione è quella di un anziano scrittore, John C., che insieme ad altri autori deve comporre un saggio su vari temi di attualità per spiegare le diverse sfaccettature della realtà circostante. Egli assume come segretaria una giovane e bella segretaria, Anya, della cui bellezza subisce il fascino nonostante ella sia legata a un uomo, Alan, assolutamente privo di principi sociali e umani e interessato solo all’apparenza e alla ricchezza. Alan ha una grande influenza su Anya che si diverte a prendersi gioco dello scrittore di cui ha percepito i sentimenti. In seguito la situazione muterà, ciò che veniva ridicolizzato diventerà interessante e chi veniva venerato sarà abbandonato. Assistiamo alla maturazione umana della ragazza, ma anche al declino di un povero vecchio fino al suo ultimo respiro. Sarà questa la lezione più importante? Il lettore attento potrà capire e trarre le sue conclusioni.
Torniamo, però, alla struttura del testo e di ogni pagina. La parte superiore è dedicata agli articoli su tematiche diverse che John C. deve scrivere. La parte inferiore è separata da due linee e contiene in ciascuno spazio così ottenuto, il diario dello scrittore e, al di sotto, i pensieri della segretaria. Insomma, contemporaneamente è possibile seguire la scrittura e il pensiero, le emozioni di John C. e le reazioni di Anya.
I temi trattati sono di attualità, cultura e politica (la nascita dello stato e della democrazia, l’anarchia, il terrorismo, le università, etc.), mentre i due diari (o commentari) si incroceranno a tal punto da sembrare lettera e risposta. L’apparente confusione si traduce, in realtà, nell’alternarsi della vita umana tra pensiero e azione.
Come interpretare questo libro? Comunque lo si faccia è da leggere come un segno critico verso la società e la realtà umana. Certamente è un saggio che raccoglie il pensiero aulico, ma è anche un diario in cui rifugiare le emozioni concrete; inoltre, è una ricomposizione dei due nella consapevolezza che se la dualità tra pensiero e vita reale è insuperabile, è vero anche che senza l’una e l’altro nessuna persona potrebbe essere in grado di compiere scelte complete.
L’autore decostruisce tutto ciò che è “solito” non per dare spazio alla distruzione, ma per costruire un mondo nuovo e vero in cui ciascuno possa trovare il proprio spazio. Lo fa con garbo e attenzione, ma senza mai cedere sulla forte critica verso una società che si rivela sempre meno interessata a ciò che è essenziale e umano; umano e perciò essenziale.
“Diario di un anno difficile” (Einaudi, 2008) di J. M. Coetzee è un libro impegnativo, ma anche uno che non si può dimenticare. È un libro che pone ripetutamente la stessa domanda “Che cosa è che non va nel mondo di oggi?”. Una domada su cui riflettere e cui provare a rispondere responsabilmente.

“Diario di un anno difficile”(Einaudi, 2008) by JM Coetzee is a novel capable of provoking strong and intense suggestions not so much for the plot, which is quite linear and direct, but for the multi-level narrative style that inaugurates with Coetzee an involvement of the reader on several contemporary levels of thought communication.
This three-level narrative mode, also evident from the layout of the page, if confusing at first glance, then immediately involves since the request by the author to recompose the multiplicity of the possibilities of thought becomes clear in a single vision. and concrete life, offering the opportunity to re-establish a link and a balance between critical thinking, knowledge of oneself and the other, reunification.
In short, it seems that the atavistic duality between body and mind, thought and action, can be resolved and overcome thanks to reunification. This is how the spirit and need, emotions and rationality are recomposed into a single whole which, while being clear and compact, leaves room for different interpretations of a thought that must necessarily evolve in actions while actions must necessarily be concomitant. with thought.
The device used by Coetzee to show this fusion is that of an elderly writer, John C., who together with other authors must compose an essay on various current issues to explain the different facets of the surrounding reality. He hires as his secretary a young and beautiful secretary, Anya, whose beauty he is fascinated by despite the fact that she is tied to a man, Alan, absolutely devoid of social and human principles and interested only in appearance and wealth. Alan has a great influence on Anya who enjoys making fun of the writer whose feelings she sensed. Later the situation will change, what was ridiculed will become interesting and who was worshiped will be abandoned. We witness the human maturation of the girl, but also the decline of a poor old man until his last breath. Will this be the most important lesson? The attentive reader will be able to understand and draw his conclusions.
Let’s go back, however, to the structure of the text and of each page. The upper section is devoted to articles on different topics that John C. has to write. The lower part is separated by two lines and contains in each space thus obtained, the writer’s diary and, below, the secretary’s thoughts. In short, at the same time it is possible to follow the writing and the thought, the emotions of John C. and the reactions of Anya.
The topics covered are current affairs, culture and politics (the birth of the state and democracy, anarchy, terrorism, universities, etc.), while the two diaries (or commentaries) will intersect to the point of appearing as a letter and answer. The apparent confusion actually translates into the alternation of human life between thought and action.
How to interpret this book? However you do it, it should be read as a critical sign towards society and human reality. Certainly it is an essay that collects courtly thought, but it is also a diary in which to take refuge in concrete emotions; moreover, it is a recomposition of the two in the awareness that if the duality between thought and real life is unsurpassable, it is also true that without one and the other no person could be able to make complete choices.
The author deconstructs all that is “usual” not to make room for destruction, but to build a new and true world in which everyone can find their own space. He does it with grace and attention, but without ever giving in to the strong criticism of a society that reveals itself less and less interested in what is essential and human; human and therefore essential.
“Diario di un anno difficile”(Einaudi, 2008) by J. M. Coetzee is a demanding book, but also one that cannot be forgotten. It is a book that repeatedly asks the same question “What is wrong with the world today?”. A question to reflect on and to try to answer responsibly.

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