Be Yourself

Today, perhaps, the real challenge is to be oneself, true, real, without false images to offer to others as well as to imagine for themselves so that others can consider us more attractive and interesting.
Sometimes we are so deviated from the image that we have to construct about ourselves that, if we looked at ourselves in the mirror of being, we would not be able to recognize ourselves. It is this loss of identity, this mismatch between what we show and what we are, the stubborn restlessness with which we stop recognizing ourselves in order to be accepted and recognized by others, that makes us, each of us, the confused and lost person that we have become. In fact, it is not easy to live one’s existence wearing clothes that do not belong to us. It is not easy to always have to pretend to be other than what one is for fear of losing face, but forgetting that we have already lost it when we chose to wear a mask without which, now, we would no longer know who we are. The real challenge, then, is to change direction. The real challenge is to reappropriate our true essence and build on it the time of our life and our choices. It is important to look around, to compare oneself, but if you do not learn to look inside yourself first, what are you talking about? What are the things you want to observe and compare with others? Today, with our masks worn as helmets and shields, we do not seek confrontation but clash and victory is not a conquest of knowledge of oneself and of the other, but a test of strength that sees one against the other. The proceeds of each victory are very miserable and more and more make us forget about ourselves. Of course, this is easier, there are many masks for each occasion, but, in the end, will we be able to recognize who we are? Will we be able to distinguish one mask from another and beyond each mask, will we be able to remember how what we do should be the continuation of what we are? I doubt it. Let’s try to get inside ourselves, what we are is what we really witness and also what really remains of us. It will be a lot if we have cultivated the beauty of our real being, it will be little if, once every mask has been dropped, what will remain will be the stranger we never wanted to meet.

Oggi, forse, la vera sfida è essere se stessi, veri, reali, senza false immagini da offrire agli altri come anche da immaginare per se stessi affinché gli altri possano ritenerci più appetibili e interessanti.
Siamo, a volte, così deviati dall’immagine che dobbiamo costruire di noi stessi che, se ci guardassimo allo specchio dell’essere, non riusciremmo a riconoscerci. È questa perdita di identità, questa mancata corrispondenza tra ciò che mostriamo e ciò che siamo, la testarda inquietudine con cui smettiamo di riconoscerci pur di essere accettati e riconosciuti dagli altri, che fa di noi, di ciascuno di noi, la persona confusa e smarrita che siamo diventati. Difatti, non è semplice vivere la propria esistenza indossando panni che non ci appartengono. Non è facile dover sempre fingere di essere altro da ciò che si è per il timore di perderci la faccia, ma dimenticando che quella l’abbiamo già persa nel momento in cui abbiamo scelto di indossare una maschera senza la quale, ora, non sapremmo più chi siamo. La vera sfida, allora, è cambiare direzione. La vera sfida è riappriopriarci della nostra vera essenza e su di essa costruire il tempo del nostro vivere e delle nostre scelte. È importante guardarsi attorno, confrontarsi, ma se non si impara a guardare prima dentro se stessi, di che cosa si sta parlando? Quali sono le cose che si vogliono osservare e confrontare con gli altri? Oggi, con le nostre maschere indossate come elmi e scudi, non cerchiamo il confronto ma lo scontro e la vittoria non è una conquista di conoscenza di sé e dell’altro, ma una prova di forza che vede gli uni contro gli altri. Ben misero bottino il ricavato di ciascuna vittoria che sempre di più ci fa dimenticare di noi stessi. Certo, così è più facile, esistono tante maschere per ciascuna occasione, ma, alla fine, sapremo riconoscere chi siamo? Sapremo distinguere una maschera dall’altra e oltre ciascuna maschera, sapremo ricordare come ciò che facciamo dovrebbe essere la continuazione di ciò che siamo? Ne dubito. Proviamo a entrare dentro noi stessi, quello che siamo è ciò che davvero testimoniamo e anche ciò che davvero resta di noi. Sarà molto se avremo coltivato la bellezza del nostro essere reale, sarà poco se, caduta ogni maschera, quello che resterà sarà lo sconosciuto che non abbiamo mai voluto incontrare.

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