I Choose Words

The words.
Tool words, deceptive words, sincere words, words of peace, sacred words, endless words.
Behind every word there is a person who chooses who they want to be, but above every word there is the silence of indifference or the voice of dissent, this too is a choice.
The word is music.
Word that follows the rhythm of the heart, incisive and determined; or, word that follows the taste of the exhibition for interest, unpleasant and deafening music. This is also a choice.
The word is a hand that caresses or slaps, tells or keeps silent, defines or cancels. A choice, as always.
Each time is a choice because only the heart of each person’s heart can decide what to do with themselves and, however, must accept the consequences consciously.
I choose the word tool of dialogue and comparison, a word of peace.
I choose the rhythm of life he loves and uses his energy and time to create harmony.
I choose the word that caresses and soothes the pain, but also knows how to authoritatively shake the silence of indifference.
I choose to try to be better, to look for that voice that listens and consoles while its voice tells and narrates the depth of every being and the possibility that everyone has of being a sacred word.
I choose the honest word, the dignified and kind one that still knows what modesty and amazement are.
I choose to be kind and to be true.

Le parole.
Parole strumento, parole ingannevoli, parole sincere, parole di pace, parole sacre, parole infinite.
Dietro ogni parola c’è una persona che sceglie chi vuole essere, ma al di sopra di ogni parola c’è il silenzio dell’indifferenza o la voce del dissenso, anche questa è una scelta.
La parola è musica.
Parola che segue il ritmo del cuore, incisivo e determinato; oppure, parola che segue il gusto dell’esibizione per interesse, musica sgradevole e assordante. Anche questa è una scelta.
La parola è una mano che accarezza o schiaffeggia, racconta o tace, definisce o annulla. Una scelta, come sempre.
Ogni volta è una scelta poiché solo il cuore del cuore di ogni persona può decidere che cosa fare di sé e, però, deve accettarne le conseguenze consapevolmente.
Io, scelgo la parola strumento di dialogo e confronto, una parola di pace.
Scelgo il ritmo della vita che ama e impiega le sue energie e il suo tempo per creare armonia.
Scelgo la parola che accarezza e lenisce il dolore, ma sa anche scuotere con autorevolezza il silenzio dell’indifferenza.
Scelgo di cercare di essere migliore, di cercare quella voce che ascolta e consola mentre la sua voce si racconta e narra la profondità di ogni essere e la ossibilità che ciascuno ha di essere parola sacra.
Scelgo la parola onesta, quella dignitosa e gentile che ancora conosce pudore e stupore che cosa siano.
Scelgo di essere gentile e di essere vera.


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