Simple Thoughts

There are many thoughts that fill the mind on a sleepless night; they are like recalcitrant flowers to bloom a little because they are jealous of their fruit, a little fearful that so much beauty might not be understood.
They are simple thoughts, thoughts that embrace and welcome every emotion, no matter how beautiful or ugly it is, no matter how much hope or resignation it entails.
Every emotion finds its place and it would be nice if everyone else could enjoy its unfolding without fearing sadness or getting lost in hope alone.
They are thoughts of diligent attention to the person and to people far beyond the benefits or discomforts they experience; they are thoughts that take care of the essence and seek it beyond indifferent silence or that solitude often desired and sought after in order to be able to come to terms with oneself and rediscover the will to live.
They are thoughts that run through the disturbance of the knowable infinity or the imponderable one that appears in one’s daily life, opening gates or closing forever reasons that it no longer makes sense to pursue.
They are thoughts that bring us back to the essentials, which divide the ephemeral from the significant, which seek refuge in the need for purity and truth that heal every wounded heart and every battered body.
They are thoughts on the beginning and on the end in the awareness that eternal is what one lives and remains in the love of life, the person, freedom.
They are thoughts that whisper formulas of encouragement, resistance, patience; thoughts that invite you to discover hidden abilities, forgotten energies, unlimited love.
These are thoughts that also highlight how much prisoners one can feel of an illness, but even more so of those treatments that do not save but slow down what perhaps in one’s heart is already closer and more recognized and unexpectedly loved than one might think. to imagine.
These are thoughts marked by the rejection of a medicalization that hurts and humiliates the body more than the disease and that limits freedom by causing fears that it could lead to an unconscious slavery in which the person can no longer be in control of himself and his own choices.
They are beautiful and ugly thoughts together, thoughts that follow the ups and downs of a soul that is not afraid of losing its body, but that would not bear to lose its freedom.
They are thoughts of a sleepless night, they are thoughts of a vigilant and awake mind.
They are thoughts, thoughts and that’s it.

Sono tanti i pensieri che colmano la mente in una notte insonne; sono come fiori recalcitranti a fiorire un po’ perché gelosi del loro frutto, un po’ timorosi che tanta bellezza possa non essere compresa.
Sono pensieri semplici, pensieri che abbracciano e accolgono ogni emozione, non importa quanto bella o brutta sia, non importa quanta speranza o rassegnazione essa comporti.
Ogni emozione trova il suo spazio e sarebbe bello se ogni altro potesse goderne lo svolgersi senza temere la tristezza né perdersi nella sola speranza.
Sono pensieri di attenzione solerte alla persona e alle persone ben oltre i benefici o i malesseri che queste vivono; sono pensieri che hanno cura dell’essenza e la cercano oltre il silenzio indifferente o quella solitudine spesso voluta e ricercata per riuscire a fare i conti con sé stessi e ritrovare la volontà di vivere.
Sono pensieri che percorrono il turbamento dell’infinito scibile o di quello imponderabile che si affaccia nel proprio quotidiano aprendo varchi o chiudendo per sempre ragioni che non ha più senso perseguire.
Sono pensieri che riportano all’essenziale, che dividono l’effimero dal significativo, che cercano rifugio nel bisogno di purezza e verità che sani ogni cuore ferito e ogni corpo martoriato.
Sono pensieri sul principio e sulla fine nella consapevolezza che eterno è ciò che si vive e resta nell’amore per la vita, la persona, la libertà.
Sono pensieri che sussurrano formule di incoraggiamento, di resistenza, di pazienza; pensieri che invitano alla scoperta di capacità nascoste, di energie dimenticate, di amore illimitato.
Sono pensieri che, anche, mettono in rilievo quanto prigionieri ci si possa sentire di una malattia, ma ancora di più di quelle cure che non salvano ma rallentano quello che forse nel proprio cuore è già più vicino e riconosciuto e inaspettatamente amato di quanto si possa immaginare.
Sono pensieri segnati dal rifiuto di una medicalizzazione che ferisce e umilia il corpo più della malattia e che limita la libertà facendo temere che potrebbe condurre a una schiavitù incosciente in cui la persona può non essere più padrona di sé stessa e delle proprie scelte.
Sono pensieri belli e brutti assieme, pensieri che seguono gli alti e i bassi di un’anima che non ha paura di perdere il proprio corpo, ma che non sopporterebbe di perdere la propria libertà.
Sono pensieri di una notte insonne, sono pensieri di una mente vigile e desta.
Sono pensieri, pensieri e basta.