Maria Antonietta Mattei: Tornano le cose al loro posto

C’è poesia nella memoria, un sentimento di malinconia che non rende succubi della nostalgia e del rimpianto, ma che di questi fa strumento per guardare avanti e oltre non senza aver guardato bene nel profondo di sé.
Questo il messaggio che raccolgo dal racconto tenero ma tenace di Maria Antonietta Mattei nel suo libro “Tornano le cose al loro posto” (iod edizioni, 2022), un titolo che è di per sé poesia e che in copertina indica in corsivo le parole “le” e “al loro” quasi a voler sottolineare la pluralità differenziata degli eventi che colpiscono ogni vita (“le”) e il fatto che il posto cui “le cose” devono tornare possa non essere quello che noi abbiamo immaginato, ma quello per cui esse sono vissute (“al loro”).
Il filo conduttore è il senso di svuotamento per la perdita dell’amato marito Luca, ma questo amore diventa occasione per ripensare a tutti i legami che hanno fatto della protagonista casa e rifugio per la vita e le esperienze di ogni incontro che, sebbene nato dall’occasione, non è mai stato occasionale e frantumato dalla sporadicità e provvisorietà poiché ha sempre lasciato un segno profondo, qualche volta una cicatrice dolorosa.
Un racconto nel presente che, grazie agli oggetti comuni del quotidiano, diventa ricostruzione del passato e consapevolezza non solo del cammino percorso, ma di quanto ancora possa essere costruito nonostante il dolore e la sensazione di solitudine.
Così, ogni capo di abbigliamento che la protagonista si accinge a stirare diventa motivo di memoria, di ricongiungimento, di tenerezza o anche angoscia, ma mai ragione per estraniarsi dal proprio tempo e dalle proprie scelte.
Gli oggetti, dunque, sono narrazioni in sé, costituiscono la spina dorsale di una memoria che è più forte del semplice ricordo poiché si pone come ponte nel tempo e oltre il tempo tra le persone e il loro cuore.
Molte e di diverso tenore le memorie che ritornano (il lavoro, l’amore, la famiglia, la malattia, la sofferenza propria e dell’altro, lo sfruttamento e la solitudine), ma in ciascuna memoria quello che conta di più è la capacità che ha l’autrice di rivelarne la poesia.
Ogni azione, a volte timidamente, è una lirica scritta alla vita, composta nella gioia o nel dolore, accesa dalla speranza e dalla condivisione.
Maria Antonietta Mattei nel suo libro “Tornano le cose al loro posto” (iod edizioni, 2022) rivela capacità di coinvolgere il lettore nella riflessione sul quotidiano semplice della propria vita poiché è in questo che giace il mistero tenero del perché vivere e non esistere soltanto.

There is poetry in the memory, a feeling of melancholy that does not make one succumbed to nostalgia and regret, but which makes them a tool to look forward and beyond, not without having looked deep inside oneself.
This is the message I gather from Maria Antonietta Mattei’s tender but tenacious story in her book “Tornano le cose al loro posto” (iod editions, 2022), a title that is in itself poetry and which on the cover indicates the words ” le” and “to their” as if to underline the differentiated plurality of events that affect every life (“le”) and the fact that the place to which “things” must return may not be the one we have imagined, but the one for which they lived (“al loro”).
The common thread is the sense of emptiness for the loss of her beloved husband Luca, but this love becomes an opportunity to rethink all the ties that have made the protagonist home and refuge for life and the experiences of each encounter which, although born from The occasion has never been occasional and shattered by sporadic and provisional circumstances since it has always left a deep mark, sometimes a painful scar.
A story in the present which, thanks to common everyday objects, becomes a reconstruction of the past and awareness not only of the path traveled, but of how much more can be built despite the pain and the feeling of loneliness.
Thus, each piece of clothing that the protagonist is about to iron becomes a reason for memory, reunion, tenderness or even anguish, but never a reason to distance herself from her own time and choices.
Objects, therefore, are narratives in themselves, they form the backbone of a memory that is stronger than mere remembrance since it acts as a bridge over time and beyond time between people and their hearts.
The memories that return are many and of different tenor (work, love, family, illness, one’s own suffering and that of others, exploitation and loneliness), but in each memory what matters most is the ability which has the author to reveal the poetry.
Every action, sometimes timidly, is a lyric written to life, composed in joy or in pain, lit by hope and sharing.
Maria Antonietta Mattei in her book “Tornano le cose al loro posto”(iod editions, 2022) reveals the ability to involve the reader in reflection on the simple daily life of one’s life since this is where the tender mystery of why to live and not exist only lies .

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