Alexandre Dumas: Il conte di Montecristo

Ovviamente non è una recensione, ma un pensiero su un romanzo senza tempo la cui narrazione affascina e la cui scrittura coinvolge nonostante le forme più arcaiche e l’aggettivazione meticolosa. Affascina e coinvolge perché storia, contenuto, stile e forma non sono mai fuorvianti ma accattivanti, non c’è mai eccesso di zelo ma accuratezza e cura per il narrato e per i personaggi.
Parlo di un classico della letteratura, Il conte di Montecristo (Crescere edizioni, 2021) di Alexandre Dumas, ma parlo anche di una storia che, nell’intrigo interiore che caratterizza ogni personaggio e, ovviamente, il protagonista Edmond Dantès, non si allontana da quei sentimenti ed emozioni che tutti possono provare in ogni tempo e in ogni luogo: gioia, passione, tradimento, solitudine, riscatto, vendetta.
Passioni che, seppur motivate, segnano il protagonista al punto da snaturarne il vero spirito.
La storia, che prende spunto da eventi veramente accaduti, lascia senza fiato e, fino all’ultima parola del lunghissimo romanzo (1003 pagine), si ha la sensazione che il vero fulcro della narrazione vada oltre il dolore e il tradimento e sia racchiuso nell’attesa e nella speranza.

Obviously it’s not a review, but a thought on a timeless novel whose narration fascinates and whose writing involves despite the most archaic forms and meticulous adjectivation. It fascinates and involves because story, content, style and form are never misleading but captivating, there is never excess of zeal but accuracy and care for the narration and for the characters.
I’m talking about a classic of literature, The Count of Monte Cristo (Growing editions, 2021) by Alexandre Dumas, but I’m also talking about a story that, in the inner intrigue that characterizes each character and, obviously, the protagonist Edmond Dantès, does not stray from those feelings and emotions that everyone can experience at any time and in any place: joy, passion, betrayal, loneliness, redemption, revenge.
Passions which, although motivated, mark the protagonist to the point of distorting his true spirit.
The story, which is inspired by events that really happened, leaves you breathless and, up to the last word of the very long novel (1003 pages), one gets the feeling that the true focus of the narrative goes beyond pain and betrayal and is enclosed in waiting and hope.

Un pensiero su “Alexandre Dumas: Il conte di Montecristo

I commenti sono chiusi.