Interior Strength

Sometimes you lose track of your thoughts and your life.
Everything fades as if the sound of time could slowly erase its voice.
These are the moments in which one feels useless and believes that any time spent searching for meaning has been in vain.
Yet, these same moments are the ones in which you have the opportunity to grow your personal credibility and your authenticity as much as that of everything you’ve ever believed in and trusted.
You tell yourself sadly “I have no more strength.”
What generates the force? The motivation. So, if you no longer have strength it’s because you’ve lost your motivation.
I’m not talking about power but about strength. Power, alas, is coercive and often unmotivated and indifferent if not to itself; strength, on the other hand, is the request not to give up and, to succeed, it is necessary to be motivated.
In short, I could impose anything on myself, I have the power, but it is not possible for me to find a motivation for which my strength exercises passion, discernment, resistance.
Thus one loses one’s thread and it is never easy to recover the crux of the skein, but the effort to do so is due to others and, above all, to yourself, to your loyalty, to the courage to resist against the ontological abuses that try to taint the sense.
Thanks to this strength you paved your way to elsewhere and everywhere, there is no reason to stop.

Qualche volta si perde il filo dei propri pensieri e della propria vita.
Ogni cosa sbiadisce come se lentamente il suono del tempo potesse cancellarne la voce.
Sono questi i momenti in cui ci si sente inutili e si crede che ogni tempo trascorso nella ricerca di senso sia stato vano.
Eppure, questi stessi momenti sono quelli in cui si ha la possibilità di far crescere la credibilità personale e la propria autenticità quanto quella di tutto ciò in cui hai sempre creduto e cui ti sei affidata.
Ti dici tristemente “Non ho più la forza”.
Che cosa genera la forza? La motivazione. Allora, se non hai più forza è perché hai smarrito la motivazione.
Non parlo del potere ma della forza. Il potere, ahimé è coercitivo e spesso immotivato e indifferente se non a sé stessi; la forza, invece, è la richiesta di non arrendersi e, per riuscirci, è necessario essere motivati.
Insomma, potrei imporre a me stessa qualsiasi cosa, ne ho il potere, ma non mi è possibile trovare una motivazione per cui la mia forza eserciti passione, discernimento, resistenza.
Così si perde il proprio filo e non è mai facile recuperare il bandolo della matassa, ma lo sforzo di farlo lo devi agli altri e, ancora prima, a te stessa, alla tua lealtà, al coraggio di resistere contro gli abusi ontologici che provano a contaminare il senso.
Grazie a questa forza hai lastiricato il tuo percorso verso l’altrove e ogni dove, non c’è ragione per smettere.