The Mystery of Silence

There is a silence that cannot be narrated, it is the silence of the mystery that every heart envelops in its secret embrace of love. It is a silence that, in reality, screams louder and his voice speaks all languages ​​while his ear listens with wisdom and discernment.
No silence is silent, but there are voices that can only be heard in the mystery to be understood, since there is no word, however worthy, however sacred, that can reveal that mystery and narrate it to the ears of the deaf and the hard of hearing. heart.
Silence, when it is not passive assent, is a resource, a refuge, a refreshment; it is an opportunity to meet oneself in depth and prepare to meet the other with the same vehement depth. Silence is the dowry and legacy of those who are neither pleased with themselves nor satisfied, but listen and question themselves.
Silence is a responsibility, since it allows you to take charge of the voices heard and collected in the library of your soul so that they become an expression and a heartfelt and shrewd manifestation of the voice of every creature.
Silence is never muteness when it places the responsibility of listening to oneself and the other at the center of its existence, but it is often patient waiting and the work of reconstructing the stories heard and received whose mystery it has treasured.
Those who speak too often have little to say, those who listen a lot train and prepare their hearts to be the voice of every silence.

C’è un silenzio che non si può narrare, è il silenzio del mistero che ogni cuore avvolge nel suo abbraccio segreto di amore. È un silenzio che, in realtà, urla più forte e la sua voce parla tutte le lingue mentre il suo orecchio con sapienza e discernimento ascolta.
Nessun silenzio è muto, ma ci sono voci che possono essere ascoltate solo nel mistero per essere comprese, poiché non c’è parola, per quanto degna, per quanto sacra, che possa svelare quel mistero e narrarlo alle orecchie dei sordi e dei duri di cuore.
Il silenzio, quando non è passivo assenso, è una risorsa, un rifugio, un ristoro; è un’opportunità per incontrare sé stessi nel profondo e prepararsi a incontrare l’altro con la stessa veemente profondità. Il silenzio è la dote e l’eredità di chi non si compiace di sé stesso né si accontenta, ma si pone in ascolto e si mette in discussione.
Il silenzio è una responsabilità, poiché consente di farsi carico delle voci ascoltate e raccolte nella biblioteca della propria anima affinché diventino espressione e manifestazione accorata e accorta della voce di ogni creatura.
Il silenzio non è mai mutismo quando pone al centro del suo esistere la responsabilità dell’ascolto di sé e dell’altro, ma è spesso attesa paziente e opera di ricostruzione delle storie ascoltate e accolte del cui mistero ha fatto tesoro.
Chi parla troppo spesso ha poco da dire, chi ascolta molto allena e prepara il proprio cuore a essere voce di ogni silenzio.

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