I Disagree

Language has a creative function. Whoever writes knows it, whoever reads it knows it and everyone should know it, absolutely everyone, since this creative function can also be abused and diverted by those who use language to deceive.
Language has a creative function because it not only runs through a narrative, but because, through that narration, it constructs images which, at times, can be distorted images. That is, images that do not serve to narrate the events, but to give them an occult narration that falls into propaganda.
For example, the use of a term such as “residual” or “selective” referring to people, for a distracted mind may not tell anything, but, if one delves into consciousness, one immediately realizes that these terms refer to people they do not have the same meaning as when referring to baskets of fruit or vegetables at the market.
Here, at the market, selection can refer to the choice between a rotten fruit and a good one; the good one can be purchased, the rotten one is a residue that should be subjected to composting.
If, however, we are talking about people, a rejection reaction is immediate (or should be immediate), since people, always but above all if subjected to atrocious violence, suffering and isolation, cannot be divided into good or rotten fruit and those considered gears cannot be treated as waste for separate collection.
Furthermore, who determines and on the basis of which competences what are the selection criteria?
Not to mention the fact that these terms represent a historical memory of serious and evil meaning and, look a bit, on the part of that politics that owes its origin to that absolute evil from which it pretends to break away and then repeat its actions and propaganda.
It is time to remember that we must act according to conscience, that we must not allow ourselves to be mocked and mocked by the subtle and rampant propaganda which makes it convenient to invent monsters and enemies where there are none in order to assert one’s power.
Acting according to conscience often means having the courage to disagree. One can and must go against the spreading of the malevolent narration on the other, against the affirmation of laws that are not based on ethical principles, against coercions that do not respect every human person.

Il linguaggio ha funzione creativa. Chi scrive lo sa, chi legge lo sa e dovrebbero saperlo tutti, ma proprio tutti, poiché tale funzione creativa può anche essere abusata e deviata da chi impiega il linguaggio per ingannare.
Il linguaggio ha funzione creativa poiché non solo percorre una narrazione, ma perché, tramite quella narrazione, costruisce immagini che, talvolta, possono essere immagini deviate. Immagini, cioè, che non servono a narrare gli eventi, ma a darne una occulta narrazione che cade nella propaganda.
Per esempio, l’uso di un termine come “residuale” o “selettivo” riferito a persone, per una mente distratta potrebbe non raccontare cosa alcuna, ma, se si scava nella coscienza, ci si rende subito conto che tali termini riferiti a persone non hanno lo stesso significato che se riferiti alle ceste di frutta o ortaggi al mercato.
Qui, al mercato, la selezione può riferirisi alla scelta tra un frutto marcio e uno buono; quello buono può essere acquistato, quello marcio è un residuo che andrebbe soggetto a processo di compostaggio.
Se, però, parliamo di persone, è immediata (o dovrebbe essere immediata) una reazione di rifiuto, poiché le persone, sempre ma soprattutto se sottoposte a violenze, sofferenze e isolamento atroci, non possono essere suddivise in frutta buona o marcia e quelle considerate marce non possono essere trattate come residui per la raccolta differenziata.
Inoltre, chi stabilisce e in base a quali competenze quali siano i criteri di selezione?
Per non parlare del fatto che questo termini rappresentano una memoria storica di grave e malefico significato e, guarda un po’, proprio da parte di quella politica che deve la sua origine a quel male assoluto dal quale finge di staccarsi per poi ripeterne le azioni e la propaganda.
È tempo di ricordare che bisogna agire secondo coscienza, che non bisogna lasciarsi beffare e sbeffeggiare dalla sottile e dilagante propaganda cui fa comodo inventare mostri e nemici dove non ve ne sono allo scopo di affermare il proprio potere.
Agire secondo coscienza significa spesso avere il coraggio di dissentire. Si può e si deve andare contro il diffondersi della malevola narrazione sull’altro, contro l’affermarsi di leggi che non si basano su principi etici, contro coercizioni che non rispettino ogni persona umana.

Un pensiero su “I Disagree

I commenti sono chiusi.