A Trace of You

It is like a thread, this suspended life, it is like a thread of which you do not know the time of the interruption or how many and which knots will interfere with its regular unfolding.
It is a thread, however, to hold fast to, like the ship on its hawser before it leaves port, or like a kite whose freedom is held in the hands of a child happy to hold on to that thread that can make him imagine himself to be. he himself to fly dragged by the currents of the wind in a sky purer than the real one.
It is a thread, this life, worked by the three Fates, one that spins the thread of life, the second that establishes its destiny and duration, the third that cuts the thread when the time of the end has come. Or, it is like that Ariadne’s thread that helps Theseus to get out of her labyrinth although she is not reciprocated in the same way.
This life is a thread that unravels between ups and downs, which smiles at you and then makes you cry, which takes care of you and then abandons you, which seems to betray you, after all, but which always stays with you until your last breath , glad I chose you.
She is happy to have chosen you, this is the truth, since life makes a tantrum like a capricious child, but she is a child who loves you, always, for better or for worse, in successes and in defeats, in suffering and joy, in difficulty and fluency, in need and well-being.
Life loves us and the same task belongs to us and is due to it, to love it.
It is futile to always complain, it is superfluous to imagine that we are always victims, it is deceptive to wait for life to choose for us while we wait restlessly, entrusting ourselves to chance.
Life chooses us but it chooses. She chooses us as the form and instrument of being, we choose her as an expression of dignity, honesty, modesty, decorum.
Everything else other than this is just a lie, a lie that will soon make us hate life because we cannot possess and command it, but we are ignorant of the fact that life is not had but given, it is not a possession or a dominion , but a gift.
Life folded in on itself is not life, since life respects the transitive property of being and never bows to the yoke of one who falls upon himself thus deceiving himself that he can be.
The thread of life is a path, long or short, with many or few obstacles, but it is a route that opens the soul to horizons that will never disappear.
What is the use of complaining? Rejoice in yourself, in the little or nothing that you are and that you have, rather.
Do you have a life? Love it, respect it, live it and give it. This is the trace of you, because you are the one who writes his story.

È come un filo, questa vita sospesa, è come un filo di cui non conosci il tempo dell’interruzione né quanti e quali i nodi che potranno interferire con il suo regolare svolgersi.
È un filo, però, cui tenersi saldi, come la nave alla sua gomena prima che lasci il porto, o come un aquilone la cui libertà è stretta tra le mani di un bambino felice di tenersi saldo a quel filo che può fargli immaginare di essere egli stesso a volare trascinato dalle correnti del vento in un cielo più puro di quello reale.
È un filo, questa vita, lavorato dalle tre Parche, una che fila il filo della vita, la seconda che ne stabilisce il destino e la durata, la terza che taglia il filo quando è giunto il tempo della fine. Oppure, è come quel filo di Arianna che aiuta Teseo a uscire dal suo labirinto sebbene non sia ricambiata allo stesso modo.
È un filo questa vita che si dipana tra alti e bassi, che ti sorride e poi ti fa piangere, che ha cura di te e poi ti abbandona, che sembra tradirti, in fondo, ma che ti resta sempre accanto fino al tuo ultimo respiro, contenta di averti scelto.
È contenta di averti scelto, questa è la verità, poiché la vita fa le bizze come una bimba capricciosa, ma è una bimba che ti ama, sempre, nel bene e nel male, nei successi e nelle sconfitte, nella sofferenza e nella letizia, nella difficoltà e nella scorrevolezza, nel bisogno e nel benessere.
La vita ci ama e lo stesso compito ci spetta e le è dovuto, amarla.
Futile è lamentarsi sempre, superfluo immaginare di essere sempre delle vittime, ingannevole aspettare che sia la vita a scegliere per noi mentre aspettiamo inquieti affidandoci al caso.
La vita ci sceglie ma si sceglie. Lei sceglie noi come forma e strumento dell’essere, noi scegliamo lei come espressione di dignità, onestà, pudore, decoro.
Tutto il resto diverso da questo è solo una fandonia, una menzogna che presto ci farà odiare la vita perché non riusciamo a possederla e comandarla, ma siamo ignoranti del fatto che la vita non si ha ma si dà, non è un possesso o un dominio, ma un dono.
La vita ripiegata su sé stessa non è vita, poiché la vita rispetta la proprietà transitiva dell’essere e non si inchina mai al giogo di chi ricade su sé stesso illudendosi così di poter essere.
Il filo della vita è un percorso, lungo o breve, con molti o pochi ostacoli, ma è una rotta che apre l’anima a orizzonti che non spariranno più.
A che serve lamentarsi? Gioisci di te stesso, del poco o nulla che sei e che hai, piuttosto.
Hai una vita? Amala, rispettala vivila e donala. Questa è la traccia di te, poiché sei tu che scrivi la tua storia.

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