The Use of Politics

The sense of trust in the existence of an upright and dignified policy that values ​​people and needs and not interests and hunger for power is crumbling more and more.
Is there no more rule or ethics to follow? Possible? Is it possible that politics has fallen so low that it does not realize how much it neglects the good of society to acquire power without prestige?
It is a vain and metaphorical power, in fact, since there is no power when people do not respect those who exercise it or pretend to do so. You have no power when the screams are used to obtain it. There is no power when one does not work together and for a people who have the same needs regardless of the party that represents them and which expects to be governed in justice and honesty.
Everyone has the right to his ideas, this is the beauty and the enrichment of the difference, but when you are a leader in the government, when there is a government that works, everyone has a duty to work together and confront each other. Comparison does not mean making one’s party ideas prevail over those of others, but discussing them and finding the best solution for all citizens. It’s called politics, it’s called democracy.
Once again we must assert that it takes dignity and seriousness to do politics, not ephemeral storytelling skills and screams thrown into the air to confuse and divert. It takes responsibility to lead a group or the people, it takes humility to be a spokesperson and not a seducer. It takes the conscience of the people themselves so that their voice can be heard and their needs answered instead of sweetening themselves and using the people as a weapon of blackmail.
Politics is not a dead and dismembered body, so those who fill their mouth with it, but who do not live it with a free spirit, have made it; politics is the heart of a responsible society that works together for the good of all and not just for those who voted for it or, better, for themselves.
The real prestige of the politician is not acquired by becoming champions of everything and the opposite of everything or by turning his face if it is convenient to wear another mask. True politics is realized on common work beyond differences, on mutual respect and rules, on listening to and caring for citizens and on the modesty and seriousness with which we present ourselves to the world not as puppets that move according to who pulls the strings, but as men and women capable of giving value to their idea of ​​society and believing in it for the good of all that is non-partisan, afactionist, absolutely not self-referential.
Don’t ask yourself why people stop voting, ask yourself what respect and esteem for politics and politicians should have people to do so. Ask yourself why they should do it in the face of the excess and the desire for protagonism and lack of seriousness that is evident to everyone. Voting is a right / duty, but if the meaning of the vote is deprived of its value, it is hired, it is beheaded of the consciousness of its existence, even not voting is an act of rebellion against a politics that knows how to speak only of itself and its own. misdeeds and intrigues.
Citizens have the right to be represented by worthy, serious and deserving people, to be heard and, above all, never to be obliged to see and hear the show of a degenerate and degenerating politics.

Si sgretola sempre di più il senso di fiducia verso l’esistenza di una politica retta e dignitosa che valorizzi le persone e i bisogni e non gli interessi e la fame di potere.
Non c’è più regola né etica da seguire? Possibile? Possibile che la politica sia caduta così in basso da non accorgersi di quanto trascuri il bene delle società per acquisire un potere senza prestigio?
È un potere vano e metaforico, infatti, poiché non si ha potere quando le persone non rispettano chi lo esercita o finge di farlo. Non si ha potere quando le urla servono per procurarselo. Non si ha potere quando non si lavora insieme e per un popolo che ha le stesse esigenze a prescindere dal partito che lo rappresenta e che si aspetta di essere governato in giustizia e onestà.
Ciascuno ha diritto alle sue idee, questo è il bello e l’arricchimento della differenza, ma quando si è leader al governo, quando c’è un governo che lavora, tutti hanno il dovere di lavorare insieme confrontandosi. Il confronto non significa far prevalere le proprie idee partitiche su quelle degli altri, ma discuterle e trovare la soluzione migliore per i cittadini tutti. Si chiama politica, si chiama democrazia.
Ancora una volta bisogna asserire che ci vuole dignità e serietà per fare politica, non effimera abilità affabulatoria e urla gettate nell’aria per confondere e deviare. Ci vuole responsabilità per farsi guida di un gruppo o del popolo, ci vuole umiltà per esserne portavoce e non seduttore. Ci vuole coscienza del popolo stesso affinché si possa udire la sua voce e rispondere alle sue esigenze invece di edulcorare sé stessi e usare il popolo come arma di ricatto.
La politica non è un corpo morto e smembrato, così l’hanno resa coloro che se ne riempiono la bocca, ma che non la vivono con spirito libero; la politica è il cuore di una società responsabile che lavora unita per il bene di tutti e non solo per chi l’ha votata o, meglio, per sé stessi.
Il vero prestigio del politico non si acquisisce facendosi paladini di tutto e del contrario di tutto o voltando la faccia se conviene indossare un’altra maschera. La vera politica si realizza sul lavoro comune oltre le differenze, sul rispetto reciproco e delle regole, sull’ascolto e la cura dei cittadini e sul pudore e la serietà con cui ci si presenta al mondo non come burattini che si muovono a secondo di chi tira i fili, ma come uomini e donne capaci di dare valore alla propria idea di società e di crederci per il bene di tutti che è apartitico, afazionista, assolutanente non autoreferenziale.
Non chiedetevi perché le persone smettono di andare a votare, chiedetevi quale rispetto e stima della politica e dei politici dovrebbero avere le persone per farlo. Chidetevi perché dovrebbero farlo dinanzi all’eccesso e alla smani di protagonismo e poca serietà che è evidente a tutti. Votare è un diritto/dovere, ma se il significato del voto è privato del suo valore, è prezzolato, è decapitato della coscienza del suo esistere, persino non votare è un atto di ribellione contro una politica che sa parlare solo di sé e dei propri misfatti e intrighi.
I cittadini hanno diritto a essere rappresentati da persone degne, serie e meritevoli, a essere ascoltati e, soprattutto, a non essere mai obbligati a vedere e sentire lo show di una politica degenerata e degenerante.