Resisting Because Innocent

The physical and psychological effects of chemotherapy are indeed devastating. They are so strong that I fear they will never pass, yet the resistance is also the demonstration of how much stronger the spirit of Man can be, of how much willpower is a more absolute barrier than the evil that tears apart.
Concentrating on this strength and this resistance validates the power that man can exercise over himself so that even pain becomes a resource and not an evil that destroys.
The meaning of life is not “having won” or “winning”, but “not being overcome” by discouragement and resignation.
The goal is not “to be at your best”, but “to be the best of yourself” by carrying out your role with serenity and humility whatever the space and time entrusted to us.
Here, in this hard struggle, sometimes you learn, one thing becomes more and more clear to me and gives me the certainty of not having made a mistake in believing in the innocent power of the innocent and the powerless, and it is the awareness that every moment of your life is a an instant to take care of, in which to place with trust the tenacious hope of leaving a sign of yourself, but a good sign, a sign of trust, a sign that opens the gaze and broadens the heart beyond themselves.
What we are is not a moment to be consumed, but a spark to rekindle.

Gli effetti fisici e psicologici della chemioterapia sono effettivamente devastanti. Sono così forti che temo non passeranno mai, eppure, la resistenza è anche la dimostrazione di quanto più forte possa essere lo spirito dell’Uomo, di quanto la forza di volontà sia una barriera più assoluta rispetto al male che dilania.
Concentrarsi su questa forza e questa resistenza avvalora il potere che l’uomo può esercitare su se stesso in modo che anche il dolore diventi una risorsa e non un male che distrugge.
Il senso della vita non è “averla vinta” o “vincere”, ma “non lasciarsi vincere” dallo sconforto e dalla rassegnazione.
L’obiettivo non è “stare al meglio di se stessi”, ma “essere il meglio di sé” svolgendo con serenità e umiltà il proprio ruolo qualsiasi lo spazio e il tempo che ci è affidato.
Ecco, in questa dura lotta, talvolta impari, una cosa mi diviene sempre più chiara e mi dà la certezza di non aver sbagliato nel credere nel potere innocente degli innocenti e dei senza potere, ed è la consapevooezza che ogni istante della propria vita è un istante di cui aver cura, in cui riporre con fiducia la tenace speranza di lasciare un segno di sé, ma un segno buono, un segno di fiducia, un segno che apre lo sguardo e allarga il cuore oltre se stessi.
Ciò che siamo non è un attimo da consumare, ma una scintilla da rinfocolare.

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