I Just Want to See the Sky

I just want to see the sky and discover the smile of Man in it.
Melancholy day. The gray sky hides the whiteness of the soul.
How is it possible to find energy when everything around seems destined to waste it?
I want to give up, to stop fighting for a tomorrow that I don’t know and that maybe I don’t even want to know.
I want to fall asleep here, in this point, in this moment and stop looking for that good that human beings don’t even want to consider, impossibile to recognize and love.
There is a thread that binds each other even if we pretend not to see it. It is a thin, delicate, fragile thread, knotted in several places. It is a thread that gives us the meaning of life, of its continuity, of the bonds, of the possibilities that every single being has of “being” human.
Burying this thread, breaking it into a thousand unrecoverable pieces is tantamount to canceling any possibility of reconstituting its path, rehabilitating its resistance, protecting it from the snares of the rude criminals who have undermined its meaning and direction.
“What to do then?” (Tolstoy) Surrender?
Could surrender before the wickedness of men be a possible choice? Can fatigue and personal loneliness become the pivot of total decay? I don’t think so. I think it’s not fair.
I also believe, however, that there is a need for many women and men who are still willing to abandon good for themselves and comfortable habits so that this humanity is not completely lost, emptied, paralyzed by that snow that falls on everyone, the living and the dead (Joyce), and each deprived of its time and its response to time.
My tiredness, therefore, my discomfort, must not lead me to the evil of living (Montale), to boredom and addiction to the inevitable. Everything has a reason to be fought and my reason is love for human beings.

Voglio solo vedere il cielo e in esso scoprire il sorriso dell’Uomo.
Giornata malinconica. Il cielo bigio nasconde il candore dell’anima.
Come è possibile trovare le energie quando tutto intorno sembra votato a sprecarle?
Ho voglia di arrendermi, di smettere di lottare per un domani che non conosco e che forse neanche voglio conoscere.
Ho voglia di addormentarmi qui, in questo punto, in questo momento e smettere di cercare quel bene che gli esseri umani neanche vogliono considerare, figuriamoci riconoscere e amare.
C’è un filo che lega gli uni agli altri anche se fingiamo di non vederlo. È un filo sottile, delicato, fragile, in più punti riannodato. È un filo che ci dà il senso della vita, della sua continuità, dei legami, delle possibilità che ogni essere unano ha di “essere” umano.
Sotterrare questo filo, spezzarlo in mille pezzi irricucibili equivale a cancellare ogni possibilità di ricostituirne il percorso, di riabilitarne la resistenza, di proteggerlo dalle insidie dei malfattori villani che ne hanno minato il senso e la direzione.
“Che fare, dunque?” (Tolstoj) Arrendersi?
Può la resa dinanzi alla malvagità degli uomini essere una scelta possibile? Può la stanchezza e la solitudine personale diventare il perno del totale disfacimento? Credo di no. Credo che non sia giusto.
Credo anche, però, che ci sia bisogno di tante donne e uomini disposti ancora ad abbandonare il bene per sé e le comode abitudini affinché questa umanità non sia completamente perduta, svuotata, paralizzata da quella neve che cade su tutti, i vivi e i morti (Joyce), e ciascuno priva del suo tempo e della sua risposta al tempo.
La mia stanchezza, dunque, il mio disagio, non devono condurmi al male di vivere (Montale), alla noia e all’assuefazione all’inevitabile. Ogni cosa ha un motivo per essere lottata e il mio motivo è l’amore per gli esseri umani.