Uncertainties

Behind the apparent calm we live, in reality, very excited days divided between the organization and the interlocking of all that is necessary. It’s stressful, even if we try hard to keep the smile, we feel the weight of the load that is about to burst.
The gray and humid weather does not help, it is not an invitation to wake up, on the contrary, it makes you sad when you most need the strength and courage to prepare and react.
There are many questions that I ask myself, many silences that stand between me and what will be.
Everything has to be lived and will come, I tell myself, but while I wait, I also wonder about what I can or cannot undertake, having the certainty of completing.
I stop for a moment and smile with irony at myself that I imagine as it was reflected in a mirror while aloud I say to her: you fight, do what you want to do, write as everything about you asks, what will come will come.
So I ask her by questioning myself: does it make sense to write if you don’t know if you will be able to complete what you have in mind?
I respond abruptly with a new sigh: does it make sense to breathe if you don’t know until when? Meanwhile, breathe, the rest will come.
I realize that one part of me doesn’t understand the other … or maybe it understands too well? It is precisely that “rest” that worries me! Not knowing what it is and how long it will last. The time I am given is not the time for any conclusion.
I still laugh at the fragile myself as I embrace its fragility and tell it, you breathe, you write, you live … this is the caress of your time, welcome it and leave your mark, no time is a conclusion, every time is a new journey.

Dietro l’apparente calma viviamo, in realtà, giorni molto concitati divisi tra l’organizzazione e l’incastro di tutto ciò che è necessario. È stressante, anche se ci sforziamo di mantenere il sorriso, sentiamo il peso del carico che sta per scoppiare.
Il tempo bigio e umido non aiuta, non è un invito al risveglio, anzi, immalinconisce quando più avresti bisogno della forza e del coraggio per prepararti e reagire.
Sono molte le domande che mi pongo, tanti i silenzi che frappongo tra me e quello che sarà.
Ogni cosa è da vivere e arriverà, mi dico, ma nell’attesa mi interrogo anche su che cosa io possa o non possa intraprendere avendo la certezza di portare a termine.
Mi fermo un attimo e sorrido con ironia alla me stessa che immagino come fosse riflessa in uno specchio mentre ad alta voce le dico: tu lotta, fai quello che desideri fare, scrivi così come tutto di te chiede, quel che verrà verrà.
Allora la interrogo interrogando me stessa: ha senso scrivere se non sai se riuscirai a completare quello che hai in mente?
Mi rispondo bruscamente con un nuovo sospiro: ha senso respirare se non sai fino a quando? Tu intanto respira, il resto verrà.
Mi accorgo che una parte di me non capisce l’altra… o forse la capisce troppo bene? È proprio quel “resto” che mi preoccupa! Non sapere che cosa sia e quanto durerà. Il tempo che mi è dato non è il tempo di ogni conclusione.
Ancora rido alla me stessa fragile mentre ne abbraccio la fragilità e le dico, tu respira, tu scrivi, tu vivi… questa è la carezza del tuo tempo, accoglila e lascia il tuo segno, nessun tempo è una conclusione, ogni tempo è un nuovo viaggio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.