Rise a Knight

In the night there is often more silence than you expect, it is the silence of your heart that does not find an answer to the many requests that whispers unheard.
This is the time not to give up, but to listen more strongly to yourself and ask yourself where you want to go and why without forgetting to ask yourself how much you can still do along your path.
It is one’s own voice to rely on, not because the voice of others does not have a timbre and a tone, but because it is only to himself that one can ask the sacred questions about an uncertain future and it is to himself that one must ask for strength to be in any case a sign, a voice, an imprint along a complex path, of course, but by which must not be annihilated. It is a journey within which one does not want to lose the sense of his own dignity and humanity towards every gaze that is not just his own.
Some days, more than others, are difficult and it is difficult to find the strength to face them. I suffer a lot and for a long time now, and I know that this suffering will still be long, if it ever ends. And yet, drops occur that overflow the vase of resistance that is dispersed in a sea of ​​silent and invisible tears.
Those little things that make me feel humiliated, those that I cannot make up for alone, those that affect my profound independence and modesty and the need not to be exposed make me feel bad.
Of course, I can’t stand my pain exposed to the sight of those around me, it makes me feel alone instead of more supported and takes away the strength of my breath from the idea that others may suffer for me. I know well that those who love me suffer my pain with me, but this condition only increases my discomfort, my feeling disarmed and at the mercy of situations that I cannot manage.
I am not able to let myself go, I consider my privacy and my pain sacred … so I fall into absolute silence and every balance seems to jump and you realize you just want it to end soon.
I listen, then, to this silence that reveals itself, which asks me not to hide the fear, but to have, on the contrary, the courage to try it and tell it because only in self-awareness can one nourish the hope of being able to face one’s pain not only like a wounded body, but like a soul that remains in search. Only in this way is it possible to be a support for the pain of those who, helpless, remain to observe you without knowing how to better help you.
The people who love you suffer from your pain, you cannot avoid it, but they must also learn to face your frailty, precisely because you are the timeless and fearless knight that you have always shown yourself to be.
My Excalibur is the power of the word, my Holy Grail be the everlasting pursuit of the courage to love and be dignifiedly true and honest. My steed runs faster than the wind and this time in which I mark a slight but determined passage of my presence. My shield is nothing but a caress of love so that love is the goal of my journey.
Rise up a knight! In his gaze there is only honesty and love.

Nella notte c’è spesso più silenzio di quanto te ne aspetti, è il silenzio del tuo cuore che non trova risposta alle tante richieste che sussurra inascoltate.
Quello è il momento non di arrendersi, ma di porsi più fortemente in ascolto di sé stessi e chiedersi dove si vuole andare e perché senza dimenticare di interrogarsi anche su quanto si possa ancora fare lungo il proprio cammino.
È propria la voce cui affidarsi, non perché la voce altrui non abbia un timbro e un tono, ma perché è solo a sé stessi che si possono porre le domande sacre su un futuro incerto ed è a sé stessi che bisogna chiedere di avere la forza di essere comunque un segno, una voce, un’impronta lungo un cammino complesso, certo, ma da cui non bisogna farsi annientare. È un cammino entro il quale non si vuole perdere il senso della propria dignità e umanità verso ogni sguardo che non sia solo il proprio.
Alcuni giorni, più di altri, sono difficili e difficile è trovare la forza di affrontarli. Soffro tanto e da tanto, ormai, e so che sarà ancora lunga questa sofferenza, se mai finirà. Eppure, capitano gocce che fanno traboccare il vaso della resistenza che si disperde in un mare di lacrime silenziose e invisibili.
Mi fanno stare male quelle piccole cose che mi fanno sentire umiliata, quelle cui non posso sopperire da sola, quelle che intaccano la mia profonda indipendenza e il pudore e il bisogno di non essere esposta.
Ecco, non sopporto il mio dolore esposto alla vista di chi mi circonda, mi fa sentire sola invece che più sostenuta e mi toglie la forza del respiro l’idea che altri possano soffrire per me. So bene che chi mi ama soffre il mio dolore insieme a me, ma questa condizione non fa che accrescere il mio disagio, il mio sentirmi disarmata e in balia di situazioni che non posso governare.
Non sono capace di lasciarmi andare, considero sacro il mio privato e il mio dolore… così cado nel silenzio assoluto e ogni equilibrio sembra saltare e ti accorgi di desiderare solo che finisca presto.
Ascolto, allora, questo silenzio che si rivela, che mi chiede di non nascondere la paura, ma di avere, anzi, il coraggio di provarla e raccontarla perché solo nella consapevolezza di sé si può nutrire la speranza di poter affrontare il proprio dolore non solo come un corpo ferito, ma come un’anima che resta in ricerca. Solo così è possibile essere da sostegno per il dolore di chi, inerme, resta a osservarti senza sapere come poterti meglio aiutare.
Le persone che ti amano soffrono del tuo dolore, non puoi evitarlo, ma esse devono anche imparare a fronteggiare la tua fragilità, proprio perché sei il cavaliere senza tempo e senza paura che sempre hai mostrato di essere.
La mia Excalibur è il potere della parola, il mio Sacro Graal sia la ricerca imperitura del coraggio di amare ed essere dignitosamente vera e onesta. Il mio destriero corre forte più del vento e di questo tempo in cui segno un passaggio lieve ma determinato della mia presenza. Il mio scudo non è che una carezza d’amore affinchè sia amore la meta di questo mio viaggio.
Sorga un cavaliere! Nel suo sguardo vi sia solo onestà e amore.

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