The Call of Life

Can you ignore it when life calls you? Of course, you can plug your ears and pretend not to hear, close your eyes to not see and prevent any smell from reaching you to avoid its aroma. Yet, life is there waiting for the right moment to be noticed and, who knows, maybe it hopes that you have learned to listen to its call in a new way.
After all, what is life? A call, a reminder, an invocation to look at the essential, not to count the minutes and seconds, to avoid superimposing things on nonsense things to dedicate yourself to what really matters.
Yeah, but what really matters? Not wealth, not power, not superfluous, but the profound joy of knowing how to welcome simple, small, genuine things, as they should be, because these are the things that really do us good and that prevent fragile and rotten superstructures to collapse under the weight of space and emptiness.
The call of life is a call to life and has the flavor of innocence and kindness.
If we were able to strip ourselves of the useless, we would realize that what really gives us joy is not a closet full of clothes that we will never wear, but the smile of a child, the funny grimace of a puppy that gets to know you, the gentle caress of a hand on a sad face, the noisy step of those you love and who rush to your call.
We believe we need many things, but what we really need is to go back to learning to listen to the voice of life and of the living, that is, of those who do not condemn themselves to the sadness of possession to always feel themselves defrauded and depleted of something, but of those who know how to appreciate the tender caress of a look, the gentle support of a hand that leads you, the warm and heartfelt voice of someone who loves you.
The call to life is that sun that rises greeting the moon, that thick rain and that strong wind that invite you to cling even more to the real affections that protect and give you warmth.
The call of life is a hymn of solidarity and acceptance, it is knowing how to put aside the desire for abuse in order to conquer positions that we do not need, it is knowing how to enjoy the eternal instant of love that is given with both hands without bothering to quantize how much one receives since, always and in every case, love given with love returns.
Well, let’s think about life, about the freedom to be that offers everything without deceit. Well, let’s stop betraying ourselves by entangling ourselves around useless burdens whose weight takes our breath away and distorts our freedom.
Let’s listen to the breath of life and give our unconditional love to it.

Si può fare finta di niente quando la vita ti chiama? Certo, puoi tapparti le orecchie e fare finta di non sentire, serrare gli occhi per non vedere e impedire che qualsaisi odore ti raggiunga per evitarne l’aroma. Eppure, la vita è lì che aspetta il momento giusto per essere notata e, chissà, forse spera che tu abbia imparato ad ascoltare in modo nuovo il suo richiamo.
In fondo, che cosa è la vita? Una chiamata, un richiamo, un’invocazione a guardare l’essenziale, a non contare i minuti e i secondi, a evitare di sovrapporre cose a cose senza senso per dedicarti a ciò che conta davvero.
Già, ma che cosa conta davvero? Non la ricchezza, non il potere, non il superfluo, ma la gioia profonda del saper accogliere le cose semplici, piccole, genuine, così come dovrebbe essere, perché sono queste le cose che ci fanno davvero bene e che impediscono a sovrastrutture fragili e marce di crollare sotto il peso del vano e del vuoto.
Il richiamo della vita è un richiamo alla vita e ha il sapore dell’innocenza e della gentilezza.
Se fossimo in grado di spogliarci dell’inutile, ci accorgeremmo che ciò che davvero ci dà gioia non è un armadio pieno zeppo di vestiti che non indosseremo mai, ma il sorriso di un bambino, la smorfia buffa di un cucciolo che impara a conoscerti, la carezza gentile di una mano su un volto triste, il passo anche rumoroso di coloro che ami e che accorrono al tuo richiamo.
Crediamo di avere bisogno di tante cose, ma ciò di cui davvero necessitiamo è di tornare a imparare ad ascoltare la voce della vita e dei vivi, cioè di quelli che non si autocondannano alla tristezza del possesso per sentirsi sempre defraudati e depauperati di qualcosa, ma di quelli che sanno apprezzare la carezza tenera di uno sguardo, il sostegno gentile di una mano che ti conduce, la voce calda e accorata di chi ti vuole bene.
Il richiamo alla vita è quel sole che sorge salutando la luna, è quella pioggia fitta e quel vento forte che invitano a stringersi ancora di più agli affetti reali che proteggono e danno calore.
Il richiamo della vita è un inno di solidarietà e accoglienza, è saper mettere da parte il desiderio di sopruso per conquistarsi posizioni di cui non abbiamo bisogno, è saper godere dell’istante eterno dell’amore che si dona a piene mani senza stare a quantizzare quanto se ne riceve poiché, sempre e in ogni caso, l’amore donato con amore torna.
Ecco, pensiamo alla vita, alla libertà di essere che offre tutto senza inganno. Ecco, smettiamo di tradire noi stessi aggrovigliandoci intorno a inutili fardelli il cui peso ci toglie il respiro e snatura la nostra libertà.
Ascoltiamo il respiro della vita e a essa doniamo il nostro amore incondizionato.

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