The Magic of Christmas

The magic of Christmas is, for me, the externalization of a dream of magic that every day I cultivate and cherish within me.
It is the magic of innocence that neither nourishes nor grows on ulterior motives and double purposes, but presents itself in its fragile human nakedness as a need for support, solidarity, closeness, tenderness, love.
It is the attentive look towards real life in the awareness and awareness that there are too many things that do not work in our daily life, but that we must not lose the hope of changing them, that we must stop staying on the side of the road to observe what happens, that instead, we must get our hands dirty in building a path of humanity that is edifying and edifiable.
The magic of Christmas is not the race to those who spend the most, but to those who spend themselves with patience in the care and love of others as well as of themselves.
The magic of Christmas is that mild and wholly interior vibration that pushes us not to give in to the clichés and foolishness of everyday consumerism, but induces us to remain upright and dignified in naming the good and giving it sincerely with full hands and with all our heart.
The magic of Christmas is that smile that opens on my face and gaze amidst the tears of pain as soon as I hear the voices I love or I can embrace with all my love those who, near or far, recognize and accept to be part of a magic bigger and better than us: the magic of life that is born and is renewed.

La magia del Natale è, per me, l’esternazione di un sogno di magia che ogni giorno coltivo e nutro dentro di me.
È la magia dell’innocenza che non alimenta né cresce su secondi fini e doppi propositi, ma si presenta nella sua fragile nudità umana come bisogno di sostegno, solidarietà, vicinanza, tenerezza, amore.
È lo sguardo attento verso la vita reale nella consapevolezza e coscienza che troppe sono le cose che non funzionano nel nostro quotidiano, ma che non bisogna perdere la speranza di modificarle, che bisogna smettere di restare sul ciglio della strada ad osservare che cosa accade, che bisogna, invece, sporcarsi le mani nella costruzione di un percorso di umanità che sia edificante ed edificabile.
La magia del Natale non è la corsa a chi spende di più, ma a chi si spende con pazienza nella cura e nell’amore dell’altro come di sé stessi.
La magia del Natale è quella vibrazione mite e tutta interiore che spinge a non cedere ai luoghi comuni e alle insulsaggini del quotidiano consumistico, ma induce a restare retti e dignitosi nel nominare il bene e donarlo con sincerità a piene mani e con tutto il cuore.
La magia del Natale è quel sorriso che mi si apre sul volto e nello sguardo tra le lacrime di dolore appena sento le voci amate o posso abbracciare con tutto il mio amore coloro che, vicini o lontani, riconoscono e accettano di essere parte di una magia più grande e più buona di noi: la magia della vita che nasce e si rinnova.

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