Literature, an Interior Sound

Everything seems very confused, every term of every question seems to be refuted and overturned not because this is really possible and right, but because it is done on the basis of the personal and specious interests of those who demand looks only for themselves.
Alas, literature is not exempt from this system which reduces the meaning of stories and writing to zero, to ephemeral and useless.
For me, the contrast between literature and jokes written for profit is ever stronger, the measure that distances literature from what is presumed to be so is ever more immense.
Attention, I am not referring to high or low forms of literature, courtly or low expressions of real life. This is a distinction that has been outdated since time immemorial, any form of expression that is loyal to the people who use it and that documents their feelings and existence is an art form.
The problem is not in the ways of expression and representation of thought, but in the motivations of those who propose that form: whether to take advantage of it or whether to represent a reality in the making and modifiable. Nothing is perfect, but everything is perfectible.
This is an important responsibility of an artist as of all those who contribute to the diffusion of a specific form of expression. I am not an expert in other sectors, but in writing, yes, and that towards the reader is a responsibility that I have chosen to take on since the first book I published.
What is literature? It is an expression of thought, of course, but it is also the historical, social and cultural memory of an evolving people and of a society that cannot standardize the idea of ​​culture and “consume it” for purposes other than honesty and fidelity to people and their stories.
Literature (like any form of art) is the expression of an era, it is an instrument of communication and knowledge, it is an opportunity for meeting and comparison; for this reason he cannot lie to the people he represents, he cannot exploit their abilities for profit, he cannot betray the spirit of an evolving thought and make him a slave to interest in order to make a profit. We must not make money on the people we represent, we must not make money on the need for knowledge, we must not make money on that form of ignorance that tends to flatten everything so that not only a free thought no longer exists, but a thought no longer exists. in toto.
I am reminded of the hours spent at school with my third-year high school students (in Italy the study of English literature, which I taught, is introduced in the third year) and that form of accompaniment to the non-linguistic but human understanding of literature that always began with the question “Why do we study literature?”, until it was clear to everyone that every literature is the voice of a people and that without it the language itself would have little depth and would be limited to that basic language for the essentials, or that we believe to be essential (as you get to Trafalgar Square, can I have a coffee, etc …).
Literature is voice, it is history, it is memory, it is perspective, it should never be abused.

Tutto sembra molto confuso, ogni termine di ogni questione sembra poter essere confutato e capovolto non perché questo sia davvero possibile e giusto, ma perché si fa in base agli interessi personali e capziosi di chi pretende sguardi solo per sé.
Ahimé, la letteratura non è esente da questo sistema che riduce a zero, ad effimero e inutile, il significato delle storie e della scrittura.
Sempre più forte è, per me, il contrasto tra letteratura e facezie scritte per fini di lucro, sempre più immensa è la misura che distanzia la letteratura da ciò che si presume tale.
Attenzione, non mi riferisco a forme alte o basse di letteratura, auliche o infime espressioni della vita reale. Questa è una distinzione superata da tempo immemore, ogni forma d’espressione che sia leale rispetto alle persone che ne fruiscono e che ne documenti il sentito e l’esistenza è una forma d’arte.
Il problema non è nelle modalità di espressione e rappresentazione del pensiero, ma nelle motivazioni di chi propone quella forma: se per trarne vantaggio o se per rappresentare una realtà in fieri e modificabile. Nulla è perfetto, ma tutto è perfettibile.
È, questa, un’importante responsabilità di un’artista come di tutti coloro che contribuiscono alla diffusione di una specifica forma di espressione. Non sono esperta di altri settori, ma della scrittura sì e quella verso il lettore è una responsabilità che ho scelto di assumere fin dal primo libro che ho pubblicato.
Che cosa è la letteratura? È espressione del pensiero, certo, ma è anche memoria storica, sociale, culturale di un popolo in evoluzione e di una società che non può standardizzare l’idea di cultura e “consumarla” per fini diversi dall’onestà e fedeltà alle persone e alle loro storie.
La letteratura (come ogni forma d’arte) è espressione di un’epoca, è strumento di comunicazione e conoscenza, è occasione di incontro e confronto; per questo non può mentire alle persone che rappresenta, non può sfruttarne le capacità a fini di lucro, non può tradire lo spirito di un pensiero in evoluzione e renderlo schiavo dell’interesse per lucrare. Non si deve lucrare sulle persone che si rappresentano, non si deve lucrare sul bisogno di conoscenza, non si deve lucrare su quella forma di ignoranza che tende ad appiattire ogni cosa affinché non solo non esista più un pensiero libero, ma non esista più un pensiero in toto.
Mi vengono in mente le ore trascorse a scuola con i miei studenti del terzo anno di scuola superiore (in Italia lo studio della letteratura inglese, che io insegnavo, è introdotto al terzo anno) e quella forma di accompagnamento all comprensione non linguistica ma umana della letteratura che cominciava sempre con la domanda «Perché studiamo la letteratura?», fino a quando non fosse chiaro a tutti che ogni lettteratura è la voce di un popolo e che senza di essa la lingua stessa avrebbe poco spessore e si limiterebbe a quel linguaggio base per le cose essenziali, o che crediamo essere essenziali (come si arriva a Trafalgar Square, posso avere un caffè, etc…).
La letteratura è voce, è storia, è memoria, è prospettiva, non bisognerebbe abusarne mai.

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