A Smile Is My Inheritance

Even in this very precarious and complex moment, writing marks a course in my life and allows me to say everything that for love or distraction (it doesn’t matter), you often don’t want to listen. I don’t know what the conclusion of everything that happens will be, nor if there really is a destination, but I know for sure that not giving in, not collapsing, not letting go of useless complaints and regrets marks new paths of existence and, perhaps, paths increasingly essential. I have never loved superficiality, especially if it is a corollary of fiction, now, more than ever, everything that does not go deep and is not a form of truth, bothers me. I face with “lightness” and not superficiality what I live precisely because I am able to discern the vain from the real and I am aware of the pain as much as of the need to alleviate it for those I love. Pain, then, becomes a form that brings human beings together and brings them together. I discover that in pain the smile is stronger and truer, the more attentive and honest look, the most direct but welcoming word. I discover that in pain there is not only ourselves and what we feel, but what comes from us to others. I want my pain not to be a cause of loss, I know that I cannot avoid suffering for the one I love, but there must be no reason to lose oneself. I am a serene person and always ready for the smile of love, I do not want this to be erased by tears and fears, I want my smile to remain forever in every heart and to be a contagious smile, nourishment and essence of love.

Anche in questo momento così precario e complesso la scrittura segna una rotta nella mia vita e mi consente di dire tutto quello che per amore o per distrazione (non importa), spesso non si vuole stare a sentire. Io non so quale sarà la conclusione di tutto quello che accade, né se esiste davvero una destinazione, ma so per certo che non cedere, non crollare, non lasciarsi andare a inutili lamentele e rimpianti segna percorsi nuovi dell’esistere e, forse, percorsi sempre più essenziali. Non ho mai amato la superficialità, soprattutto se corollario di finzione, ora, più di sempre, tutto ciò che non scende nel profondo e non è forma del vero, mi infastidisce. Affronto con “leggerezza” non superficialità quello che vivo proprio perché riesco a discernere il vano dal reale e sono consapevole del dolore quanto della necessità di alleviarlo per coloro che amo. Il dolore, allora, diviene una forma che avvicina e accomuna gli esseri umani. Scopro che nel dolore il sorriso è più forte e più vero, lo sguardo più attento e onesto, la parola più diretta ma accogliente. Scopro che nel dolore non esistiamo solo noi stessi e quello che proviamo, ma ciò che da noi arriva agli altri. Io voglio che il mio dolore non sia causa di smarrimento, so che non posso evitare la sofferenza a chi amo, ma non deve esserci motivo per smarrire sé stessi. Io sono una persona serena e sempre pronta al sorriso d’amore, non voglio che questo sia cancellato dalle lacrime e dalle paure, voglio che il mio sorriso resti per sempre in ogni cuore e che sia un sorriso contagioso, nutrimento ed essenza d’amore.

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