The Best of You

There are many traces, footprints, signs that each person leaves behind. They are the result of experience, research, defeats and falls that have made or made the path of one’s being “complete” even when it is not yet finished.
They are footprints that tell about oneself, of one’s way of dealing with life and with the voice of others in the awareness that one’s path is not complete and that perhaps it never will be, even when the last breath is exhaled. Those footprints, in fact, continue in the lives of others which we have joined not to dominate but to love and to continue building the voice of love always and in every place and in every case.
Perhaps this is the real strength of these traces: knowing how to mark them in the heart of the other not to have a return and a replacement, but only for the desire to give the essence of one’s discoveries in progress and accept that they are transformed into something that may it become an ever better mirror of the dignity and modesty and honesty that every heart should be able to learn to love.
So ephemeral is our search for “goods” if we have not built the good!
Our substance is not made of things, not of objects that are consumed, used and thrown away, rejected and classified as antiquated. Our substance is made up of signs, traces, footprints, footprints that can be traveled along routes and destinations that cancel things out and discover people.

Sono tante le tracce, le orme, i segni che ciascuna persona lascia dietro di sé. Esse sono il frutto di esperienza, ricerca, sconfitte e cadute che hanno compiuto o reso “compiuto” il percorso del proprio essere anche quando esso non è ancora finito.
Sono impronte che raccontano di sé, del proprio modo di confrontarsi con la vita e con la voce degli altri nella consapevolezza che il proprio cammino non sia completo e che forse non lo sarà mai, neanche quando l’ultimo respiro sarà esalato. Quelle impronte, infatti, continuano nella vita degli altri cui ci si è affiancati non per dominare ma per amare e per continuare a costruire la voce dell’amore sempre e in ogni luogo e in ogni caso.
Forse è questa la vera forza di tali tracce: saperle segnare nel cuore dell’altro non per averne un ritorno e un ricambio, ma solo per il desiderio di donare l’essenza delle proprie scoperte in divenire e accettare che esse si trasformino in qualcosa che possa diventare sempre migliore specchio della dignità e del pudore e dell’onestà che ogni cuore dovrebbe poter imparare ad amare.
Così effimera è la nostra ricerca di “beni” se non abbiamo costruito il bene!
Non di cose è fatta la nostra sostanza, non di oggetti che si consumano, si usano e gettano, si rifiutano e classificano come antiquati. La nostra sostanza è fatta di segni, di tracce, di orme, di impronte percorribili lungo rotte e destinazioni che annullano le cose e scoprono le persone.

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