Sweet November

picture by Andrea Morra

November is the month of change.
Nature gradually changes its appearance, the sky changes color, the leaves dry up and fall from the trees, even the aromas of cooking in the houses change, starting to take on that typical scent of the hottest meals that mix in the crisp air that spreads them. every where.
The colors become darker and even the thought, at times, seems to lose the panache of its holiday freedom to concentrate on work, on chores, on duties.
November is also the month of an inner change for me. It is the month in which many situations have changed in my life and each one has required the courage to go a step further in the awareness that the incipient winter must not be frightening and that even under the cold snow the seeds, kept, make a promise. to flourish again with the smile of those who love its simplicity.
November is, for me, the month in which serious life events coincide in time but beyond it, beyond the years, as if this month possessed a magnet that attracts precisely those conditions that invite the choice of change and not change by chance. .
November is a serious month, but of a weight that only hope can make lighter. It is the month of rest before the new blossoming, the month of solitary reflection and also the month in which life and death hold hands strongly, neither deciding who should take the first step. For this reason, they move quickly together, they cling to each other to forbid resentment and fear of taking the first step and leaving one or the other in the restless loneliness of those who do not know what route and what meaning to give to your own management.
November is the month in which my mother left me to find, I hope, the smile of hope in that sky so small to contain all the love that she was able to give beyond her her suffering and the emptiness that dug her from the inside. November took that immense little woman away, stole it from me while I still wanted to give her my love, my gratitude, my desire to make her eternal for the good that, silent and fragile, she distributed everywhere around her. I like to think that she is smiling at me from the sky and that that smile is visible in the moon I love and in every little star of this composite universe where it is easy to get lost, but you can manage not to get lost.
November is the month I met Freddie, my pacemaker. More than a meeting, Freddie has become part of my life and now I could not do without it since it is the very heartbeat of my life, the time of my breath, the fragile smile that lights up my face even in pain.
I remember, that day, the coincidence of my marriage with Freddie and that, dramatic, of the attack on the Bataclan. I remember that, as I resumed breathing and living, the news of all that horror almost made me feel guilty because I had been given a new chance of life and hope while many, innocent people, saw their life blocked forever.
November is the month in which I left school and the job I loved to remain faithful to the love for the boys and not to use them as a bargaining chip in misunderstandings of power and false prestige. An immense pain, but a void filled by the constant presence of their love for me even after leaving them.
November is also the month in which I still dialogue with life and death competing for my presence, sometimes unaware of how much I love and both without fear because I feel I am a part of both. , from both I have learned to love.
November is the time of change, of choices, of courage, of abandonments that are not goodbyes, of the awareness of the end and of the link with eternity.
A complex, sly month, which never reveals itself completely. A month of waiting, discovery, promise and sharing.
November, my sweet November.

Novembre è il mese del cambiamento.
La natura man mano modifica il suo aspetto, il cielo cambia colore, le foglie seccano e cadono dagli alberi, persino gli aromi di cucinato nelle case cambiano cominciando ad assumere quel profumo tipico dei pasti più caldi che si mescolano nell’aria frizzante che li diffonde ogni dove.
I colori si fanno più cupi e anche il pensiero, talvolta, sembra smarrire il brio della sua libertà vacanziera per concentrarsi sul lavoro, sulle incombenze, sui doveri.
Novembre è per me il mese anche di un cambiamento interiore. È il mese in cui tante situazioni sono cambiate nella mia vita e ciascuna ha richiesto il coraggio di andare un passo più oltre nella consapevolezza che l’inverno incipiente non deve poter far paura e che anche sotto la fredda neve i semi, custoditi, fanno promessa di rifiorire al sorriso di chi ne ama la semplicità.
Novembre è, per me, il mese in cui eventi gravi della vita coincidono nel tempo ma oltre di esso, oltre gli anni, quasi che questo mese possedesse una calamita che attiri proprio quelle condizioni che invitano alla scelta del cambiamento e non al cambiamento per caso.
Novembre è un mese grave, ma di un peso che solo la speranza sa rendere più lieve. È il mese del riposo prima del nuovo sbocciare, il mese della riflessione solitaria e anche il mese in cui vita e morte si tengono per mano con forza non decidendo l’una né l’altra chi debba fare il primo passo. Per questo, spedite, si muovono insieme, si aggrappano l’una all’altra per vietare al rancore e alla paura di fare il primo passo e di lasciare l’una o l’altra nell’inquieta solitudine di chi non sa che rotta e che significato dare alla propria direzione.
Novembre è il mese in cui mia madre mi ha lasciato per ritrovare, spero, il sorriso della speranza in quel cielo così piccolo per contenere tutto l’amore che ha saputo donare oltre la sua sofferenza e il vuoto che la scavava dall’interno. Novembre ha portato via quella piccola immensa donna, me l’ha rubata mentre ancora avrei voluto donarle il mio amore, la mia riconoscenza, il mio desiderio di renderla eterna per il bene che, silenziosa e fragile, ha distribuito ovunque attorno a sé. Mi piace pensare che mi sorrida dal cielo e che quel sorriso sia visibile nella luna che amo e in ogni piccola stella di questo composito universo dove è facile smarrirsi, ma si può riuscire a non perdersi.
Novembre è il mese in cui ho incontrato Freddie, il mio pacemaker. Più di un incontro, Freddie è entrato a far parte della mia vita e ora non potrei farne a meno poiché è il battito stesso della mia vita, il tempo del mio respiro, il sorriso fragile che mi illumina il volto anche nel dolore.
Ricordo, quel giorno, la coincidenza del mio connubio con Freddie e quella, drammatica, dell’attentato al Bataclan. Ricordo che, mentre riprendevo a respirare e vivere, la notizia di tutto quell’orrore mi faceva quasi sentire colpevole perché a me era stata data nuova occasione di vita e di speranze mentre in tanti, innocenti, si videro bloccare per sempre la vita.
Novembre è il mese in cui ho lasciato la scuola e il lavoro che amavo per restare fedele all’amore per i ragazzi e non usarli come merce di scambio in equivoci intrallazzi di potere e falso prestigio. Un dolore immenso, ma un vuoto riempito dalla presenza costante del loro amore per me anche dopo averli lasciati.
Novembre è anche il mese in cui dialogo ancora con la vita e la morte che si contendono la mia presenza a volte ignare di quanto io ami e l’una e l’altra senza timore poiché dell’una e dell’altra sento di essere parte, dall’una e dall’altra ho imparato ad amare.
Novembre è il tempo del cambiamento, delle scelte, del coraggio, degli abbandoni che non sono addii, della consapevolezza della fine e del legame con l’eternità.
Un mese complesso, sornione, che mai si rivela completamente. Un mese di attesa, scoperta, promessa e condivisione.
Novembre, my sweet November.

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