Cindy

(…)
Cindy looked at them, smiled at them knowing they couldn’t understand her. Her world was too different, too far away for them, so accustomed to looking and looking after only their surroundings, to be understood. She did not give up, however, she did not give up, in her land her surrender was not contemplated, each surrender was an act of courage that involved getting up and going further. So she did too this time. She stood up, smiled at them and went on, but before going she wanted to make her last speech about.

-It is the perspective that changes, although the observation point may appear the same. Change that if you first know that life and death are a possibility, now you understand that they both are real, not only possible alternatives, but, indeed, death itself, still unfinished, is a certainty. Of course, you would have liked to postpone this awareness, but it did not happen and there is no resignation or despair in this, that feeling prevails of having the need to live your time fully and fully. Anything that appeared to you as the possibility of a choice is now a choice affirmed with more determination and perhaps this gives you the ability to better understand what you want as you clap at the time to make it happen. You wanted it? No. Would you have preferred it not to happen? Of course. Yet, nothing changes the reality you have to live, no matter if you despair of it or not. Reality is your reality, you just have to live it and welcome it and love it as much as possible for what it is, between ups and downs, full and empty, desire for surrender and determination not to. Everything, at this moment, is even more human, even in its contradictions. Two things only remain beyond the shaky climb of your last steep mountain, fidelity and loyalty to life, to your life and to every life.


Cindy smiled again, but she continued on her journey leaving them uninhibited and with the dull gaze of those who do not want to cultivate beyond their garden. The air was cool, the wind blew gently on the leaves of the trees that rustled and sang their song to life. The sky was clear and only a few wads of cloud shared its space without obscuring its fullness. The crushed stone beneath Cindy’s shoes creaked, but it didn’t hinder her nimble and steady pace. This land was foreign and hostile to her, of course, but she did not give up, other lands she would have met and loved. More agile and quicker her step took, Cindy was already further.

(…)
Cindy li guardò, sorrise loro nella consapevolezza che non potessero comprenderla. Il suo mondo era troppo diverso, troppo lontanto perché loro, così abituati a guardare e custodire solo i dintorni di sé, potessero comprendere. Non rinunciò, però, non si arrese, nella sua terra la resa non era contemplata, ogni resa era un atto di coraggio che implicava il rialzarsi e andare più oltre. Così fece anche questa volta. Si rialzò, sorrise loro e proseguì, ma prima volle fare il suo ultimo discorso.

-È la prospettiva che cambia, sebbene il punto di osservazione possa apparire lo stesso. Cambia che se tu prima sai che vita e morte sono una possibilità, ora comprendi che entrambe sono reali, non solo alternative possibili, ma, anzi, la morte stessa, ancora incompiuta, è una certezza. Certo, avresti voluto rimandare tale consapevolezza, ma non è accaduto e non c’è rassegnazione o disperazione in questo, prevale quella sensazione di avere la necessità di vivere pienamente e con compiutezza il tuo tempo. Tutto ciò che ti appariva come la possibilità di una scelta è ora una scelta affermata con più determinazione e, forse, questo ti dà la possibilità di comprendere meglio quello che vuoi mentre applaudi al tempo per realizzarlo. Lo hai voluto tu? No. Avresti preferito che non accadesse? Certo. Eppure, nulla cambia la realtà che devi vivere, non importa se te ne disperi o meno. La realtà è la tua realtà, devi solo viverla e accoglierla e amarla il più possibile per quello che è, tra alti e bassi, pieni e vuoti, desiderio di resa e determinazione a non farlo. Tutto, in questo momento, è ancora più umano, anche nelle sue contraddizioni. Due cose sole restano oltre la traballante scalata della tua ultima impervia montagna, la fedeltà e la lealtà alla vita, alla tua vita e a ogni vita.


Cindy sorrise ancora, ma proseguì il suo cammino lasciandoli inebediti e con lo sguardo spento di chi oltre il proprio orto non vuole coltivare. L’aria era fresca, il vento soffiava gentile sulle foglie degli alberi che frusciavano e intonavano il loro canto alla vita. Il cielo era limpido e solo qualche batuffolo di nuvola ne condivideva lo spazio senza offuscarne la pienezza. Il pietrisco sotto le scarpe di Cindy scricchiolava, ma non ostacolava il suo passo agile e deciso. Questa terra le era straniera e ostile, certo, ma non si arrese, altre terre avrebbe incontrato e amato. Più agile e svelto si fece il suo passo, Cindy era già più oltre.

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