I Would Like to Talk to You about “Giulia”

I would like to talk to you about “Giulia” (Nulla die, 2021), but how can I tell you about a novel and a story that enters, in the most hidden part, of the people who read it? It is there, in the hidden depth of each person that the story of “Giulia” takes shape and takes on a voice, up to the courage to shout out her own truth and make concrete her choices in a world that has often betrayed her. I would like to talk to you about “Giulia” and reassure you of her strength, but I can only say that she has the strength of women who do not lie and who choose not to lie even to themselves anymore. Talking to you about “Giulia” means telling about a piece of each reader, man or woman, who chooses to give space to the truth, to loyalty, to the freedom of one’s being even if this involves pain. Talking about “Giulia” means showing possible choices, close, beyond the darkness and personal pain. These are conscious choices whose outcome has no guarantee, but whose existence is the possible alternative to silence and solitude. I would like to talk to you about “Giulia” and tell you that she has managed to overcome isolation and fear, but this will only be true to the extent that every woman and every man who reads is able to recognize themselves and give voice to their own story as to that of “Giulia”. I would like to talk to you about “Giulia”, but I just don’t know how, everything I could add to her voice told in her story is everything that each reader must be able to discover within himself. I would like to tell you about “Giulia” … you do it while we virtually hold our hands.

Vorrei parlarvi di “Giulia” (Nulla die, 2021), ma come si fa a parlarvi di un romanzo e di una storia che entra dentro, nella parte più nascosta, delle persone che lo leggono? È lì, nella profondità nascosta di ogni persona che la storia di “Giulia” prende forma e assume voce, fino al coraggio di urlare la propria verità e concretizzare le proprie scelte in un mondo che l’ha spesso tradita. Vorrei parlarvi di “Giulia” e rassicurarvi della sua forza, ma posso solo dire che lei ha la forza delle donne che non mentono e che scelgono di non mentire più neanche a sé stesse. Parlarvi di “Giulia” significa narrare di un pezzetto di ciascun lettore, uomo o donna, che scelga di dare spazio alla verità, alla lealtà, alla libertà del proprio essere anche se questo comporta dolore. Parlarvi di “Giulia” significa mostrare delle scelte possibili, vicine, oltre il buio e il dolore personali. Si tratta di scelte consapevoli il cui esito non ha garanzia, ma la cui esistenza è l’alternativa possibile al silenzio e alla solitudine. Vorrei parlarvi di “Giulia” e dirvi che lei è riuscita a sconfiggere l’isolamento e la paura, ma questo sarà vero solo nella misura in cui ogni donna e ogni uomo che legge sia in grado di riconoscersi e dare voce alla propria storia come a quella di “Giulia”. Vorrei parlarvi di “Giulia”, ma proprio non so, tutto ciò che potrei aggiungere alla sua voce narrata nella sua storia è tutto ciò che ciascun lettore deve poter scoprire dentro di sé. Vorrei parlarvi di “Giulia”… fatelo voi mentre virtualmente ci teniamo stretti per mano.

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