Never Betray Tales

I love fairy tales very much, traditional and modern ones, because they reveal forgotten emotions about us, tastes never known, attitudes we were unaware of, choices to be pondered and on which to build what happens next.
I really like this very much afterwards.
Fables are never just words that narrate lived stories or, in any case, that happened in reality or in the imagination. Fables are stories that build what happens next because they can inspire it, if we have listened to them, they can lead to choices, if we have breathed them, they can convince us to actively resist, if we have incorporated them as if they were the beating of our own heart.
Fables are not empty dreams, suspended words, but they are spearheads which, in any case, hit the target, sometimes only touching it, others hitting it in full.
It is thus, that sometimes one would like the carriage to return to pumpkin at midnight, the horses mice that run to hide in their lair and the beautiful Cinderella returns with her feet on the ground and stop waiting for a prince charming or not to come to ensure the her salvation and her freedom since she is also capable of fighting and opposing the abuses by herself and then living her life of love with the prince in a mutual choice of their love.
I would also like that the sleeping beauty in the woods woke up by herself from her helpless sleep and that Snow White, helped by her seven dwarfs, could spit the poisoned apple out of her mouth without a prince in love with a simple kiss waking her up probably without having any all eliminated the poison that the girl has certainly swallowed.
In short, I would like fairy tales to never be betrayed and that the starting point of their magic was a teaching not only for the poor victims, but also for the aggressors or for those deputies to salvation as if it were obvious, because if it is true that no one he saves himself it is also true that there are no “permanent saviors”, but that as saviors one can also be saved.
The aftermath of each story teaches us to find the answers within ourselves and to always do it reciprocally.

Amo molto le favole, quelle tradizionali e quelle moderne, perché esse ci rivelano, di noi, emozioni dimenticate, sapori mai conosciuti, attitudini di cui eravamo ignari, scelte da ponderare e su cui costruire quanto accade dopo.
Proprio questo mi piace molto, il dopo.
Le favole non sono mai solo parole che narrano storie vissute o, comunque, accadute nella realtà o nell’immaginario. La favole sono storie che costruiscono quanto accade dopo perché possono ispirarlo, se le abbiamo ascoltate, possono indurre a scelte, se le abbiamo respirate, possono convincere a resistere attivamente, se le abbiamo inglobate come fossero il battito del nostro stesso cuore.
Le favole non sono sogni vuoti, parole sospese, ma sono punte di lancia che, in ogni caso, colpiscono l’obiettivo, talvolta sfiorandolo soltanto, altre centrandolo in pieno.
È così, che qualche volta si vorrebbe che a mezzanotte la carrozza tornasse zucca, i cavalli topolini che corrono a nascondersi nella propria tana e la bella Cenerentola ritorni con i piedi per terra e smetta di aspettare un principe azzurro o meno che venga ad assicurare la sua salvezza e la sua libertà poiché è anche capace da sola di lottare e opporsi ai soprusi e poi vivere la sua vita da amore con il principe in una scelta reciproca del loro amore.
Mi piacerebbe anche che la bella addormentata nel bosco si destasse da sola dal suo sonno inerme e che Biancaneve, aiutata dai suoi sette nani, potesse sputar via dalla bocca la mela avvelenata senza che un principe innamorato con un semplice bacio la risvegli probabilmente senza aver del tutto eliminato il veleno che la fanciulla ha di certo ingoiato.
Insomma, mi piacerebbe che le favole non venissero mai tradite e che lo spunto della loro magia fosse da insegnamento non solo per le povere vittime, ma anche per gli aggressori o per coloro deputati alla salvezza come se fosse ovvio, perché se è vero che nessuno si salva da solo è vero anche che non ci sono “i salvatori fissi”, ma che da salvatori si può anche essere salvati.
Il dopo di ogni favola insegna a trovare dentro di sé le risposte e a farlo sempre reciprocamente.

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