The Untold Story

The number of women “made dead” increases in the indifferent habit of most.
In the name of a presumed or misunderstood freedom, we lose our time and attention to things that should not even be discussed because used to protect everyone’s health, but no action is taken and directed against the repeated and increasingly frequent crimes perpetrated to the detriment of the freedom and life of women who choose to be free from relationships in which they do not recognize themselves, do not find themselves, do not have the possibility of being themselves.
In the name of our own presumption, we become champions against the cultures of others without noticing the enormous flaws in a lifestyle that has impoverished our culture, enslaving it to violence and indifference.
How much and how great is the presumption that is hidden in the human being in being able to discern between what is important and what is not on the basis of absolutely ineffective criteria! How much and how great is the ignorance (not of school) that guides the step of these blind people who overwhelm us and push us towards the abyss!
We live as in a sequence of images that no longer tell a story, we feel responsible for none because it seems that none belongs to us and, indolent and empty, we walk in the dark of a starless night where even the moon has hidden itself for the desire to no longer observe the destruction of which we are capable and of which it feels ashamed.
What is our story? What do we want to narrate and what are we narrating?
There is no answer. A blasphemous silence lands in the hearts of men.

Il numero delle donne “fatte morte” aumenta nell’indifferente abitudine dei più.
In nome di una presunta o male intesa libertà si perde il proprio tempo e l’attenzione circa cose di cui non bisognerebbe nemmeno discutere perché a tutela della salute di tutti, ma non si dedica azione e rivolta contro i ripetuti e sempre più frequenti crimini perpetrati ai danni della libertà e della vita di donne che scelgono di essere libere da rapporti nei quali non si riconoscono, non si ritrovano, non hanno la possibilità di essere sé stesse.
In nome della propria presunzione si diventa paladini contro le culture degli altri senza accorgersi delle enormi falle di uno stile di vita che ha impoverito la nostra cultura asservendola a violenza e indifferenza.
Quanta e quanto grande è la presunzione che si nasconde nell’essere umano nel poter essere in grado di discernere tra ciò che è importante e ciò che non lo è in base a criteri asssolutamente inefficaci! Quanta e quanto grande è l’ignoranza (non di scuola) che guida il passo di questi ciechi che ci travolgono e spingono verso l’abisso!
Viviamo come in una sequenza di immagini che non raccontino più una storia, di nessuna ci sentiamo responsabili perché sembra che nessuna ci appartenga e, indolenti e svuotati, camminiamo al buio di una notte senza stelle dove anche la luna si è nascosta per il desiderio di non osservare più lo scempio di cui siamo capaci e di cui prova vergogna.
Qual è la nostra storia? Che cosa vogliamo narrare e che si narri?
Non c’è risposta. Un blasfemo silenzio approda nel cuore degli uomini.

2 pensieri su “The Untold Story

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