My Personal Chaos

I look up as I write and I laugh at the things that are on my desk right now … a compendium of what I love … notebooks, pens, Jule Verne’s bookmark (even!), the plant gift from a dear friend of mine, the Pc turned on, my crochet work, Aslan’s photo, my bottle of water. It is only the inclination of my writing in this moment that does not allow to see the rest that “populates” my desk: my favorite Teddy Bear, one of my orchids, the pastels and the many small and big things that always support my writing work. In a photo you cannot listen, but, knowing it, you can imagine, there is the background of Sting’s music that always accompanies me when I write. In short, the chaos! My chaos, full of the big and small things that make up my kingdom of love from which I don’t dominate but embrace time and people, stories and testimonies, smiles and silences. My chaos that shows me a little bit of a woman and a little bit of a child, but always capable of supporting the gaze and being proud of it, of not being afraid of evil and good, of considering all and everything as an opportunity to surprising and joyful happiness despite and thanks all and everything.

Alzo lo sguardo mentre scrivo e mi viene da ridere pensando alle cose che ci sono sulla mia scrivania in questo momento… un compendio del tanto che amo… taccuini, penne, il segnalibro di Jule Verne (addirittura!), la pianta dono di una cara amica, il pc acceso, il mio lavoro all’uncinetto, la foto di Aslan, la mia bottiglia di acqua. È solo l’inclinazione del mio scrivere in questo momento che non consente di vedere il resto che “popola” la mia scrivania: il mio Teddy Bear preferito, una delle mie orchidee, i pastelli e le tante piccole e grandi cose che sostengono sempre il mio lavoro di scrittura. In una foto non si può ascoltare, ma, sapendolo, potete immaginare, c’è di fondo la musica di Sting che sempre mi accompagna quando scrivo. Insomma, il caos! Il mio caos, pieno delle grandi e piccole cose che costituiscono il mio regno d’amore dal quale non domino ma abbraccio il tempo e le persone, le storie e le testimonianze, i sorrisi e i silenzi. Il mio caos che mi mostra un po’ donna e un po’ bambina, ma sempre capace di sostenere lo sguardo e di esserne fiera, di non avere paura del male e del bene, di considerare ogni cosa e il tutto come un’occasione di sorprendente e gioiosa felicità nonostante e grazie tutto e ogni cosa.

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