“Giulia”

When a new book is published, a thousand questions always arise: how to advertise it? How to talk about it? What to say and what not to say? Who really listens? Who cares about the life you are narrating? These are just some of the questions, and the most obvious ones, then there are the profound ones that must remain such waiting for someone to help you unravel them. As a matter of fact, you see, narrating real life, the life with which we impact every day and at different levels, is never a simple thing, and it must not, since it is a responsibility towards the other, it is to expose the strengths and weaknesses of a daily life that we often find ourselves experiencing in a repetitive way, but which is never the same because it is affected by every slightest change in mood, situation, even the light and colors that pass through everyone’s daily life. Writing, then, is even more strongly the tension between the real and the possible, between the subjective and the objective, between thought, emotions and actions.
Talking about “Giulia” (Nulla die, 2021 – http://nulladie.com/it/catalogo/506-loredana-de-vita-giulia-9788869154164.html), then, is talking about everyday life, about the choices that everyone must accomplish and in front of which it cannot retreat. Talking about “Giulia” means talking about fundamental themes of our daily life (life and death and euthanasia, respect for sick bodies, the psychological loneliness of those who lose the sense of themselves and their human research, the sense of loss of those who no longer recognizes themselves in their own name, of the disappointment of work and of affections), but speaking of “Giulia” also means defeating fear, seeking your own name, having the courage to choose whether to live or die. The story of “Giulia” is a story that lashes and caresses the soul, but it is a story that invites to give a name to your life. The story of “Giulia” is also the story of “her boys” who learn to become responsible men and women, it is the story of Federico who knows how to pronounce her real name, it is the story of an untiring trust in the meaning of life. Read it, you will like it.

Quando un nuovo libro è pubblicato, nascono sempre mille domande: come fare per pubblicizzarlo? Come parlarne? Che cosa dire e cosa non dire? Chi ascolta realmente? A chi interessa la vita che stai narrando? Queste sono solo alcune delle domande, e quelle più ovvie, poi ci sono quelle profonde che devono restare tali in attesa che qualcuno ti aiuti a svelarle. Perché, vedete, narrare la vita reale, la vita con cui impattiamo ogni giorno e a livelli diversi, non è mai cosa semplice, e non deve, poiché è una responsabilità verso l’altro, è mettere a nudo i punti di forza e di fragilità di un quotidiano che spesso ci ritroviamo a vivere in maniera ripetitiva, ma che non è mai lo stesso perché risente di ogni più piccolo sbalzo di umore, di situazione, persino della luce e dei colori che attraversano la vita di ciascuno. La scrittura, allora, è ancora più fortemente la tensione tra il reale e il possibile, tra il soggettivo e l’oggettivo, tra il pensiero, le emozioni e le azioni. Parlare di “Giulia” (Nulla die, 2021 – http://nulladie.com/it/catalogo/506-loredana-de-vita-giulia-9788869154164.html), allora, è parlare del quotidiano, delle scelte che ciascuno deve compiere e dinanzi alle quali non può arretrare. Parlare di “Giulia” significa parlare di temi fondamentali del nostro quotidiano (vita e morte ed eutanasia, del rispetto verso i corpi malati, della solitudine psicologica di chi smarrisce il senso di sé stesso e della propria ricerca umana, del senso di smarrimento di chi non si riconosce più nel suo stesso nome, della delusione del lavoro e degli affetti), ma parlare di “Giulia” significa anche sconfiggere la paura, cercare il proprio nome, avere il coraggio di scegliere se vivere o morire. La storia di “Giulia” è una storia che sferza e accarezza l’anima, ma è una storia che invita a dare un nome alla propria vita. La storia di “Giulia” è anche la storia dei “suoi ragazzi” che imparano a diventare uomini e donne responsabili, è la storia di Federico che sa pronunciare il suo vero nome, è la storia di un’instancabile fiducia nel senso della vita. Leggetelo, vi piacerà.

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