Smiles

Smiling with your eyes I think is the most beautiful way to smile, certainly the most profound one that does not capture the ephemeral moment to burn it, but retains the substance of the smile and entrusts it to the dreams and the hope of good for the other.
I was taught the discretion, always, the silent embrace of putting yourself next to the other, of rejoicing with him, without showing off, without trying to make yourself the fulcrum of every moment and every experience.
I was taught to be happy with the success of the other and to welcome it as if it were my own and, in the same way, to also share the other’s sadness and pain.
I have appreciated and still appreciate this teaching because it has made me stronger and more essential, more courageous and attentive, more accurate and alert, more able to observe and to lead, more glad of the truth of the people who I am now able to distinguish from their false.
Then, with my eyes I smile and welcome. Meanwhile, I also learn to welcome the gift of the other, because if giving is difficult, knowing how to receive the gift of the other is no less.
In an age in which everyone wants to be protagonists, to perform and, in order to succeed in their intent, lie and deny the other as much as themselves and their words and thoughts, it is better to preserve the capacity of discernment and the honest look that, silent but participating, smiles discreetly.

Sorridere con gli occhi credo sia il modo più bello di sorridere, di certo quello più profondo che non coglie l’attimo effimero per bruciarlo, ma conserva la sostanza del sorriso e la affida ai sogni e alla speranza di bene per l’altro.
Mi è stata insegnata la discrezione, sempre, il silenzioso abbraccio del mettersi accanto all’altro, di gioire con lui, senza esibirsi, senza cercare di fare di sé stessi il fulcro di ogni istante e di ogni esperienza.
Mi è stato insegnato a essere felice del successo dell’altro e ad accoglierlo come se fosse il mio e, nello stesso modo, condividere anche la tristezza e il dolore.
Ho apprezzato e apprezzo tuttora questo insegnamento perché mi ha resa più forte ed essenziale, più coraggiosa e attenta, più accurata e vigile, più capace di osservare e di guidare, più lieta della verità delle persone che ora sono capace di distinguere dal loro falso.
Allora, con gli occhi sorrido e accolgo. Intanto, imparo anche ad accogliere il dono dell’altro, poiché se donare è difficile, saper ricevere il dono dell’altro non è da meno.
In un’epoca in cui tutti vogliono essere protagonisti, esibirsi e, pur di riuscire nel proprio intento, mentire e rinnegare l’altro quanto sé stessi e le proprie parole e pensieri, meglio è conservare la capacità di discernimento e l’onesto sguardo che, silenzioso ma partecipe, con discrezione sorride.

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