The Flight of Thought

Thought escapes, sometimes it flies away and seeks shelter in silent meanders where sparks of life and meaning lie. It happens when, troubled and tired of the present moment, the heart and mind desire wider spaces and more distant horizons to be able to offer their human search for meaning. Not of things, but of sense, of meanings, values ​​that initiate the conquest of human nature and push it towards higher and broader, but not impossible, ideals.
It is the supremacy of the value of life and not its unscrupulous waste that guides this research, that teaches us to observe, recognize, rejoin and discover the infinite and even beyond and elsewhere.
The word flows sincere and passionate as a mirror of a thought that does not give up and a hope that gives itself to others. Indeed, what is the use of hoping just for yourself?
It is not emptiness that I want to nourish, on the contrary, I also want to fill it with sacrifice, so that it is clear that even in pain there is hope, a hope for the other as well as for yourself. Because, in fact, hope is active and cannot only be self-directed, otherwise its meaning would be debased and its direction would be transformed into a short, very short circuit, which always leads back to yourself and your own loneliness without being able to fill the void nor to give value to pain and hope and word and love.
Your groan cannot cancel the groan of the world or cancel itself in it, we are but a part and ours is but a voice. Do not complain, therefore, but build.
Finally, the thought returns, it is still sad and tired, it still feels its pain, but in pain it grows and loves.

Il pensiero sfugge, talvolta vola via e cerca riparo in meandri silenziosi dove giacciono scintille di vita e di senso. Accade quando, turbati e stanchi dell’attimo presente, il cuore e la mente desiderano spazi più ampi e orizzonti più lontani da poter offrire alla propria ricerca umana di senso. Non di cose, ma di senso, di significati, valori che avviino la conquista dell’umana natura e la spingano verso ideali più alti e vasti, ma non impossibili.
È la supremazia del valore della vita e non il suo spreco spregiudicato quello che guida tale ricerca, quello che insegna a osservare, riconoscere, ricongiungersi e scoprire l’infinito e persino l’oltre e l’altrove.
La parola fluisce sincera e appassionata quale specchio di un pensiero che non si arrende e di una speranza che si dona. A che serve, infatti, sperare per sé stessi soltanto?
Non è il vuoto quello che desidero alimentare, anzi, desidero riempirlo anche con sacrificio, affinché sia chiaro che anche nel dolore c’è speranza, una speranza per l’altro oltre che per sé stessi. Perché, infatti, la speranza è attiva e non può essere solo auodiretta, altrimenti il suo significato sarebbe svilito e la sua direzione si trasformerebbe in un circuito breve, brevissimo, che riporta sempre a sé stessi e alla propria solitudine senza riuscire a colmare il vuoto né a dare valore al dolore e alla speranza e alla parola e all’amore.
Il proprio gemito non può annullare il gemito del mondo né annullarsi in esso, non siamo che una parte e la nostra non è che una voce. Non lamentarsi, dunque, ma costruire.
Il pensiero, infine, ritorna, è ancora triste e stanco, ancora prova il suo dolore, ma nel dolore cresce e ama.

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