The Reasons of the Other

The reasons of the other can also be our reasons, while respecting mutual freedom and difference, if on both sides these reasons are based on solid ethical principles that put the person at the center of the dialogue and not those individual interests, often not even very clear and identified that, due to this unreasonable presumption of the individual, turn into blocked clichés and without the possibility of evolution. It is called prejudice.
This means that meeting and comparison, exchange and mutual growth modulated by the common right to freedom and life is always possible.
I can no longer imagine a world where there are only disagreements and excuses to provoke them, this kind of world (which is the one that too often surrounds us) has tired me and has no reason to exist. It is a world out of time, an absurd, crazy world, it is a world that reveals a defeat not a conquest, a loss of intelligence not its growth.
Moreover, differently from the usual or, in any case, from what they have always told me to promote, I am also sure that mine is not pure idealism, but simple coherence.
My perfect imperfection suggests me to study, know, meet, broaden horizons and discover humanity, well, the more I do this the more I realize that the things I meet and learn about are not chimeras or science fiction, but life waiting to be realized. This world is all already among us, next to us just waiting for nothing but a good opportunity to enter within us and tell us about a concrete intelligence that is not expressed in contradictory and / or oppressive proclamations, which is not limited to the definition of other to distance ourselves from it and check that it does not go beyond the limits, but on the contrary is exiled in the common overcoming of borders and limits, of differences and prejudices so that we discover the real value of the encounter, the beauty of having everything we need to start building a new and inclusive world and, above all, to build it together.
When we face each other, the person who is in front of us is himself in his totality and we do not have the right to consider only the aspects that we like or not, and the same is true on the contrary.
Where have we left the spirit of humanity that every scientist of thought, humanistic or scientific, has done his utmost to build in and around him?
Let us remember, the human being should never be betrayed, never.

Le ragioni dell’altro possono anche essere le nostre ragioni, pur rispettando la reciproca libertà e differenza, se da una parte e dall’altra tali ragioni si fondano su saldi principi etici che mettono al centro del dialogo la persona e non gli interessi individuali, spesso neanche ben chiari e identificati che, per questa irragionevole presunzione del singolo si trasformano in luoghi comuni bloccati e senza possibilità di evoluzione. Si chiama pregiudizio.
Questo significa che è sempre possibile l’incontro e il confronto, lo scambio e l’accrescimento reciproco modulato dal comune diritto alla libertà e alla vita.
Non riesco più a immaginare un mondo in cui ci siano solo dissidi e scuse per provocarne, questo tipo di mondo (che è quello che troppo spesso ci circonda) mi ha stancato e non ha ragione di esistere. È un mondo fuori tempo, un mondo assurdo, folle, è un mondo che rivela una sconfitta non una conquista, una perdita di intelligenza non il suo accrescimento.
Inoltre, differentemente dal solito o, comunque, da quello che mi hanno sempre detto di promuovere, sono anche certa che il mio non sia idealismo allo stato puro, ma semplice coerenza.
La mia perfetta imperfezione mi suggerisce di studiare, conoscere, incontrare, ampliare orizzonti e scoprire umanità, ebbene, più faccio questo e più mi accorgo che le cose che incontro e imparo a conoscere non sono chimere o fantascienza, ma vita che aspetta di essere realizzata. È tutto già in mezzo a noi, accanto a noi che non aspetta altro che una buona occasione per entrare dentro di noi e narrarci di un’intelligenza concreta che non si esprime in proclami contraddittori e/o vessatori, che non si limita alla definizione dell’altro per prenderne le distanze e controllare che non oltrepassi i limiti, ma si esplica, al contrario, nel comune superamento dei confini e dei limiti, delle differenze e dei pregiudizi affinché si scopra il reale valore dell’incontro, la bellezza di avere tutto ciò che ci occorre per cominciare a costruire un mondo nuovo e inclusivo e, soprattutto, costruirlo insieme.
Quando ci si confronta, la persona che ci è dinanzi si presenta nella sua totalità e non abbiamo il diritto di considerarne solo gli aspetti che ci aggradano o meno, e lo stesso vale al contrario.
Dove abbiamo abbandonato lo spirito dell’umanità che ogni scienziato del pensiero, umanistico o scientifico, si è prodigato di edificare dentro e attorno a sé?
Ricordiamolo, l’essere umano non dovrebbe essere tradito, mai.

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