Shakespeare’s Human Heritage

Shakespeare’s Human Heritage

It is not a lesson in literature as I have done so many times in my past in the study courses of the History of English literature, but it is a lesson in humanity … mind you, I am not giving it, I do not have this great claim, but William Shakespeare himself is offering it to us, certainly unaware of his lasting and eternal influence.
Yesterday I started watching a movie, well done, about Macbeth and I was fascinated by it. I started looking at it, because shortly after it started I stopped following the images and paid my attention only to the words. It seems strange, I know, but those words told an even more subtle and profound story that every human being should listen to with the ears of the heart to perceive its deeper meaning.
I could tell you about the unbridled ambition, of evil and good, of the heart losing courage, of sadistic and pathological madness; I could tell you about the female role, about the void of unborn children or those who died too soon; I could tell you about the betrayed friendship and the good or evil magic according to the feeling of those who let themselves be influenced by it; I could tell you about history and biography, about political ties and mythological images … I could tell you about many possible readings of a text so gloomy but so profound. I will not do that.
The only thing I want to tell you about is the depth of the Shakespearean words that go beyond his contemporary time and speak to the “forever” of the vices and virtues, of the merits and defects, of courage and fear. They are eternal words because Shakespeare has succeeded in every work of him to grasp the profound truths of the people. He has always been “plural” in his possible interpretations of the life and thought of humanity, yet this introspective capacity has never led him to judge one or the other, to take the side of one or the other, always leaving to the viewer (today I hope also the reader) the task of choosing, of carving out his own role in the life that belongs to him.
These are the emotions I felt in listening, not anger, not indignation, not judgment on human miseries so current even in our present, but meditation, emotion, participation.
Well, this is, for me, William Shakespeare, whether I talk about him from the point of view of competence or from a purely human one.
At the end of listening, tears came to my eyes, as the destiny of every man, the one that every man chooses for himself, can sometimes be even cruel.

Non è una lezione di letteratura come tante volte nel mio passato ho fatto nei corsi di studio di Storia della letteratura inglese, ma è una lezione di umanità… sia ben chiaro, non sono io a impartirla, non ho questa grande pretesa, ma lo stesso William Shakespeare a offrircela, di certo inconsapevole della sua influenza duratura ed eterna.
Ieri ho cominciato a guardare un film, ben fatto, su Macbeth e ne sono rimasta affascinata. Ho cominciato a guardarlo, perché dopo poco che era iniziato ho smesso di seguire le immagini e ho prestato la mia attenzione alle sole parole. Sembra strano, lo so, ma quelle parole raccontavano una storia ancora più sottile e profonda che ciascun essere umano dovrebbe ascoltare con le orecchie del cuore per percepirne il significato profondo.
Vi potrei parlare dell’ambizione sfrenata, del male e del bene, del cuore che perde coraggio, della follia sadica e di quella patologica; potrei parlarvi del ruolo femminile, del vuoto di figli non nati o di quelli morti troppo presto; potrei raccontarvi dell’amicizia tradita e della magia buona o malefica secondo il sentire di chi se ne lascia influenzare; potrei narrarvi di Storia e biografia, di legami politici e di immagini mitologiche… potrei parlarvi di tante letture possibili di un testo così tetro ma così profondo. Non lo farò.
L’unica cosa di cui voglio dirvi è la profondità delle parole shakesperiane che esulano dal tempo a lui contemporaneo e parlano al “per sempre” dei vizi e delle virtù, dei pregi e dei difetti, del coraggio e della paura. Sono parole eterne poiché Shakespeare è riuscito in ogni sua opera a cogliere le verità profonde delle persone. È stato sempre “plurale” nelle sue possibili letture della vita e del pensiero dell’umanità, eppure, questa sua capacità introspettiva non lo ha mai portato a giudicare l’uno o l’altro, a prendere le parti dell’uno o dell’altro, lasciando sempre allo spettatore (oggi spero anche lettore) il compito di scegliere, di ritagliare il proprio ruolo nella vita che gli compete.
Queste le emozioni provate nell’ascolto, non rabbia, non indignazione, non giudizio sulle miserie umane così attuali anche nel nostro presente, ma raccoglimento, commozione, partecipazione.
Ecco, questo è, per me, William Shakespeare, che ne parli dal punto di vista della competenza o da quello prettamente umano.
Al termine dell’ascolto, mi sono venute le lacrime agli occhi, poichè il destino di ogni uomo, quello che ogni uomo sceglie per sé, può essere talvolta persino crudele.

Un pensiero su “Shakespeare’s Human Heritage

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.