Emotions Travelers

In our life we ​​are only travelers in emotions, not that it is bad, but it is necessary to know what emotions are and how much they can help or not to perceive what is essential before letting go completely to that journey so that the person, never abandoned the path to their destination.
We are often changeable and fragile, even more often we consider real only what happens to us personally, trying in every way to leave out of us what we do not want to enter inside us.
Yet, I realize, nothing can stay out of our journey inside and through emotions, no one can be excluded from the selection we make between what we want to admit and what we would like to remain outside … but it cannot, since nothing of what exists can be considered other than us, even when it does not belong to us, since every story, every breath has the time and beat of every life.
This does not mean having control of the other’s life, but having the certainty of his existence, it means legitimizing the presence of what we believe outside of us in the awareness that this outside is more inside than we are willing to admit.
What else is life but a bond? Is it possible that we really don’t realize how much one extreme is linked to the other and how much everyone else is also ourselves?
Along our journey everyone chooses who he wants to be and where he wants to take his steps, but no one can and must deny the existence of different paths and steps that do not become hostile just because they are different.
Traveling in emotions means learning to recognize their differences and not to love less those that we believe are not part of us, since, in some way, they are an aspect of our own breath and ask us to make a pact with loyalty and not with pride, with fidelity and not with flattening.
Traveling in one’s emotions is also immersing oneself in the life of the other and welcoming it in the arms while caressing with the heart even everything that is not understood and that one does not want to have.

Nella nostra vita non siamo che viaggiatori nelle emozioni, non che sia male, ma è necessario conoscere che cosa le emozioni siano e quanto esse possano aiutare o meno a percepire ciò che è essenziale prima di lasciarsi andare completamente a quel viaggio affinché mai sia tradita la persona, mai abbandonato il percorso verso la propria destinazione.
Siamo spesso mutevoli e fragili, ancora più spesso consideriamo reale solo quello che accade a noi personalmente provando in tutti i modi a lasciare fuori da noi ciò che non vogliamo entri dentro di noi.
Eppure, mi accorgo, nulla può restare fuori dal nostro viaggio dentro e attraverso le emozioni, nessuno può restare escluso dalla cernita che facciamo tra ciò che vogliamo ammettere e ciò che vorremmo restasse fuori… ma non può, poiché nulla di ciò che esiste può essere considerato altro da noi, neanche quando non ci appartiene, poiché ogni storia, ogni respiro ha il tempo e il battito di ogni vita.
Questo non significa avere il controllo della vita dell’altro, ma avere la certezza della sua esistenza, significa legittimare la presenza anche di quello che riteniamo fuori da noi nella consapevolezza che questo fuori è più dentro di quanto siamo disposti ad ammettere.
Che cos’altro è la vita se non un legame? Possibile che davvero non ci si accorga di quanto un estremo sia legato all’altro e di quanto ogni altro sia anche noi stessi?
Lungo il nostro viaggio ciascuno sceglie chi vuole essere e dove vuole muovere i suoi passi, ma nessuno può e deve negare l’esistenza di percorsi e passi diversi che non diventano ostili solo perché differenti.
Viaggiare nelle emozioni significa imparare a riconoscerne le differenze e non amare di meno quelle che crediamo non siano parte di noi, poiché, in qualche modo, esse sono un aspetto del nostro stesso respiro e ci chiedono di fare un patto con la lealtà e non con la superbia, con la fedeltà e non con l’appiattimento.
Viaggiare nelle proprie emozioni è anche immergersi nella vita dell’altro e accoglierla tra le braccia mentre si accarezza con il cuore anche tutto ciò che non si comprende e che non si vuole avere.

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