The Value of Literature

I often return to my studies of English, Russian and Spanish / Latin American literature and I always return with the willingness to find something new, in the authors I meet for the first time as well as in those I have read all or almost all of. It is a wonderful journey, because thanks to their writing I not only learn something more about the writer, his style and his vision of time and times, but I learn a hidden, sometimes visionary language that differs and changes, I believe, according to the relationship that each reader manages to establish with that book, and even with that particular phrase or word.
That is, literature does not remain immobile, but unravels in multiple facets until it becomes an infinite multiplicity of “unique” ones: literature enters into dialogue and is the dialogue between history and people, thought and visions, the meanings and signs.
The value of literature rises beyond the explicit or implicit, objective or subjective value of a book or a work, it becomes the transient photograph of a society but also of every single person that is born, grows, dies, and then is born, grows, dies indefinitely. For this reason its value cannot be exhausted in one and only one, whether it is the writer or the reader, because the dialogue continues, grows, matures, changes and modifies the writer as much as the reader and History as the stories, the individual voices against the universal voice.
I return with a feeling of peace to my literatures and with the emotion of life I leave it until the next return, already in the thought, herald of new discoveries and infinite resources.

Ritorno spesso ai miei studi di letteratura inglese, russa e spagnola/latino americana e vi ritorno sempre con la disposizione a trovarvi qualcosa di nuovo, negli autori che incontro per la prima volta come in quelli di cui ho letto tutto o quasi tutto. È un viaggio meraviglioso, poiché grazie alla loro scrittura non imparo solo qualcosa di più dello scrittore, del suo stile e della sua visione del tempo e dei tempi, ma imparo un linguaggio nascosto, talvolta visionario che differisce e muta, io credo, secondo il rapporto che ciascun lettore riesce a stabilire con quel libro, e persino con quella frase o parola in particolare.
La letteratura, cioè, non resta immobile, ma si dipana in multi sfaccettature fino a diventare un’infinita molteplicità di “unici”: la letteratura entra in dialogo ed è il dialogo tra la storia e le persone, il pensiero e le visioni, i significati e i segni.
Il valore della letteratura si eleva oltre il valore esplicito o implicito, oggettivo o soggettivo di un libro o di un’opera, essa diventa la fotografia transeunte di una società ma anche di ogni singola persona che nasce, cresce, muore, e poi nasce, cresce, muore all’infinito. Per questo è infinita, per questo continua a narrare, per questo il suo valore non può esaurirsi in uno e uno solo, che sia questi lo scrittore o il lettore, perché il dialogo continua, cresce, matura, cambia e modifica lo scrittore quanto il lettore e la Storia quanto le storie, le singole voci di contro alla voce universale.
Ritorno con sentimento di pace alle mie letterature e con emozione di vita ne esco fino al prossimo ritorno già nel pensiero foriero di nuove scoperte e di risorse infinite.

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