Journeys

There are journeys that everyone must make alone. “To fulfill” both in the sense of completing, but also in the sense of “fulfilling”. It is true that within oneself, as a dear friend of mine says, there is always at least one other, there is “you” and “yourself”, just as it is also true that there are others hidden who shyly and discreetly accompany you. However, you make that journey alone. It is within you that you must find the strength, the courage, the determination, the control, so that the goal is reached, knowing full well, however, that this time it does not depend on you and you can only trust. This is perhaps the most difficult thing to do for those who have built the present on their tenacity, for those who have had to defeat monsters and ride dragons to be able to calm the pain. The pain, however, returns, in other forms and always puts you to the test. Your courage will be enough this time, you ask yourself insistently. Will it be enough to go and trust knowing that the return will never find anything like it before? How many times, do you think, will I have to leave again, how many times will I have to believe again in the journey, how many times will I have to walk steep paths and climb rugged peaks before I can finally embrace my moon, sister?
Still, you rely on. In one way or another this too is an act of courage. Why are you doing it? Who do you do this for? It doesn’t matter, the important thing is not to withdraw, not yet. You feel that your heart would like to lead you elsewhere, but the mind has yet to hold you steady in the present. So, then leave. So then you focus on the things you need for the journey, as you know that everything else is already inside you. You leave with that yourself as the only companion and you know that it is that very self that is the strength and courage not to give up, it is that yourself that asks you to leave and return, to ride your steed and to offer your heroic sword as a gift to all those silent heroes who courageously face their daily lives without asking questions, perhaps sometimes they should, but without ever betraying the journey. I am leaving, therefore, for a few days, and who knows, when I return I will perhaps have new voices to tell.

Ci sono viaggi che ciascuno deve compiere da solo. “Compiere” sia nel senso di portare a termine, ma anche nel senso di “adempiere”. È vero che dentro di sé, come dice un mio caro amico, c’è sempre almeno un altro, ci sei “tu” e “te stesso”, come è anche vero che ci sono altri nascosti che timidamente e con discrezione ti accompagnano, ma quel viaggio, comunque, lo compi da solo. È dentro di te che devi trovare la forza, il coraggio, la determinazione, il controllo, affinché la meta sia raggiunta, ben sapendo, però, che questa volta non dipende da te e non puoi che affidarti. Questa è forse la cosa più difficile da fare per chi sulla propria tenacia ha costruito il presente, per chi ha dovuto sconfiggere mostri e cavalcare draghi per riuscire a placare il dolore. Il dolore, però, si ripresenta, sotto altre forme e sempre ti mette alla prova. Basterà il tuo coraggio questa volta, ti chiedi con insistenza. Basterà andare e affidarsi sapendo che il ritorno non troverà più niente di uguale a prima? Quante volte, pensi, dovrò partire ancora, quante volte dovrò credere ancora nel viaggio, quante volte dovrò percorrere sentieri erti e inerpicarmi su aspre vette prima di poter infine abbracciare la mia luna, sorella?
Eppure, ti affidi. In un modo o nell’altro anche questo è un atto di coraggio. Perché lo fai? Per chi lo fai? Non ha importanza, l’importante è non sottrarsi, non ancora. Senti che il tuo cuore vorrebbe condurti altrove, ma la mente deve ancora tenerti salda al presente. Allora, allora parti. Allora, allora ti concentri sulle cose che ti servono per il viaggio, poiché sai che tutto il resto è già dentro di te. Parti con quel te stesso come unico compagno e sai che è proprio quel te stesso ad essere la forza e il coraggio di non arrendersi, è quel te stesso che ti chiede di partire e di tornare, di cavalcare il tuo destriero e di offrire la tua spada eroica in dono a tutti quegli eroi silenziosi che con coraggio affrontano il proprio quotidiano senza porsi domande, forse talvolta dovrebbero, ma senza mai tradire il viaggio. Io parto, dunque, per qualche giorno, e, chissà, al ritorno avrò forse voci nuove da narrare.

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