There’s a Voice in Silence

Silence becomes a space, the place where everything is still possible, where hope is built and where the inner voices decrease the distance between us and others instead of increasing it, since it is in silence that the other lives and, not only lives, but listens to himself and listens to you. You don’t need to scream but to listen. You don’t need to swear but whisper. It is not necessary to exhibit but to preserve the preciousness of every moment so that it is a gift and joy.

In silence one does not flee from oneself, in silence it is possible to implement the recognition of one’s own voice among too many others and to discern those that make sense from those that flee without direction even though they delude us and delude themselves to know what is the destination towards which they direct their confused and riotous steps.

Silence is the space of encounter.

Encounter with stillness, with waiting, with the courage to start over even when the tiredness is so great that it appears as disillusionment and disenchantment.

Silence is the place and space where voices can feel stronger and stronger, where the particular gives meaning to the universal that no longer appears distant and abstract, but a present and active companion in a search for meaning and freedom that it would have no voice and meaning without the word of the other with whom to share his hope and joy.

Silence is my space, the one from which I learn innocence and embrace the amazement and wonder of those who know they are part of a life that does not want to be denied.

There is a voice in the silence that we shouldn’t be afraid of, but that we should learn to listen to.

picture is by Andrea Morra, Miseno, Naples, Italy.

Il silenzio diventa uno spazio, il luogo in cui ogni cosa è ancora possibile, dove si costruisce la speranza e dove le voci interiori diminuiscono la distanza tra noi e gli altri invece di accrescerla, poichè è nel silenzio che l’altro vive e, non solo vive, ma ascolta e ti ascolta.
Non serve urlare ma ascoltare. Non serve imprecare ma sussurrare. Non serve esibirsi ma custodire la preziosità di ogni istante affinchè sia dono e gioia.
Nel silenzio non si fugge da se stessi, nel silenzio è possibile attuare il riconoscimento della propria voce tra le troppe altre e discernere quelle che hanno un senso da quelle che fuggono senza direzione sebbene ci illudano e si illudano di sapere quale sia la destinazione verso cui dirigono quei loro passi confusi e riottosi.
Il silenzio è lo spazio dell’incontro.
Incontro con la quiete, con l’attesa, con il coraggio di ricominciare anche quando la stanchezza è tanta e tale da apparire come disillusione e disincanto.
Il silenzio è il luogo e lo spazio in cui le voci possono sentirsi più forte e più forti essere, dove il particolare dà senso all’universale che non appare più distante e astratto, ma compagno presente e attivo di una ricerca di senso e libertà che non avrebbe voce e significato senza la parola dell’altro con cui condividerne la speranza e la gioia.
Il silenzio è il mio spazio, quello da cui imparo l’innocenza e abbraccio lo stupore e la meraviglia di chi sa di essere parte di una vita che non si vuole negare.

C’è una voce nel silenzio di cui non dovremmo avere timore, ma che dovremmo imparare ad ascoltare.

la foto è di Andrea Morra, Miseno, Napoli, Italia.

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