Patience is Active

I have always been a patient person, even impatience I have expressed with patience, since patient must be the wait, patient the welcome, patient the look that embraces and the word that consoles. Yet, the same patience so patient owes the merit of so much care to the wisdom of active patience, active waiting, active welcome, active gaze as well as active speech. No, mine is not rhetorical complacency, nor stasis in words, on the contrary, it is the opposite. It is like when a mother is expecting a child in her womb. Her waiting for it is not static, nor is the patience with which she prepares for the meeting, the first meeting with that child who has only been imagined and dreamed of. That mother prepares the layette, the bedroom or the corner that will welcome that child who is proposed for life and harmony, whatever it is and wherever it will go tomorrow. When everything is in its place, that will be the time when that mother will start over. She will change disposition to objects and dresses, she never pays to find the right formula for the encounter between the expected love and concrete love. And yet, even after being born, that child will continue to be expected forever since the meeting with her/him is expected forever. This is patience, do not lose confidence in waiting, devise new possible solutions so that the joy of the encounter does not vanish or lose the depth of its intimate and secret meaning. A meaning that is right remains hidden, as nothing can ever be completely revealed so that every expectation is renewed and in patient love it reveals itself.

Sono stata sempre una persona paziente, persino l’impazienza l’ho espressa con pazienza, poiché paziente deve essere l’attesa, paziente l’accoglienza, paziente lo sguardo che abbraccia e la parola che consola.
Eppure, la stessa pazienza così paziente deve il merito di tanta cura alla sapienza della pazienza attiva, dell’attesa attiva, dell’accoglienza attiva, dello sguardo attivo come anche della parola attiva. No, non è compiacimentoretorico il mio, né stasi nelle parole, anzi, è il contrario.
È come quando una madre aspetta un figlio nel suo grembo. La sua attesa non è statica, né lo è la pazienza con cui si dispone all’incontro, il primo incontro con quel figlio solo immaginato e sognato. Quella madre prepara il corredino, la cameretta o l’angolo che accoglierà quel figlio che è proprosta di vita e di armonia, comunque sia e dovunque andrà domani.
Quando ogni cosa sarà al suo posto, quello sarà il momento in cui quella madre ricomincerà da capo. Cambierà disposizione agli oggetti e ai vestitini, mai paga di trovare la formula giusta dell’incontro tra l’amore atteso e l’amore concreto. Eppure,anche dopo nato, quel figlio continuerà a essere atteso per sempre poiché per sempre atteso è il suo incontro.
Questa è la pazienza, non perdere fiducia nell’attesa, congegnare nuove soluzioni possibili affinché la gioia dell’incontro non svanisca né perda lo spessore del suo significato intimo e segreto. Un significato che è giusto resti nascosto, poichè nulla può mai essere completamente svelato affinché ogni attesa si rinnovi e nell’amore paziente si disveli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.