Builders of Harmony

Human affairs should unite and not divide. They are the result of the alternate moving in a space and a time that, however one pretends not to notice it, is a limited time within which we experience emotions, experiences, choices that may also appear to be conflicting with each other, but which give us the picture. clear of what we are. It is in this sense that coherence should be a travel companion and not a goal to be reached. It is with consistency that the time of one’s being is built, when this does not happen, our time is divided and torn between moments that we delude ourselves to leave in an eternal present, but which, in reality, are timeless and do not even have time. to shape or at least hatch our being. We are quite contradictory, in reality, we want everything and the opposite of everything, but we give up the most important thing, education and training which are not just “school stuff”, however denigrated and reduced to a minimum as junk in the hands of a foolish and desperate slacker who does not know what “being school” is instead of imagining that he can only do it. Education and training, beyond time and in all times, since a society, the more it develops rapidly and just as rapidly it involves, the more it needs that there are ideas, motivations, meaning and direction behind a daily action that cannot leave room for longing dull and empty of the inept and slothful, but it needs depth, human and cultural, present motivations and future prospects, hope and conscious will. “We are” a society, we do not just live it, we are not distracted passengers who get on a train without knowing where it is going and who get off it when they think they can go back. There is no turning back, in any case, we will never find what was there and we ourselves will be modified by any choice, even the most trivial one, even the temporary or extemporaneous one, since every action sets in motion other immutable actions and reactions in the time and space, every moment of our life is an instant in which to decide whether to be fully there or to let ourselves be carried away by impotence, every moment of our life builds or destroys bonds, every moment asks us to be there and be a part. Here, in these alternating and “ungrammatical” as much as lame human events, we all have a possibility that is configured through two conditions that represent the essence for everyone: building harmony with the world and having knowledge of pain (ours and that of the world ).

Le vicende umane dovrebbero unire e non dividere. Esse sono il frutto dell’alterno muoversi in uno spazio e un tempo che, comunque si finga di non avvedersene, è un tempo limitato dentro il quale sperimentiamo emozioni, esperienze, scelte che possono anche apparire contrastanti tra loro, ma che ci danno il quadro chiaro di ciò che siamo. È in questo senso che la coerenza dovrebbe essere una compagna di viaggio e non una meta da raggiungere. È con coerenza che si costruisce il tempo del proprio essere, quando ciò non avviene, il nostro tempo è diviso e dilaniato tra attimi che ci illudiamo di lasciare in un eterno presente, ma che, in realtà, sono senza tempo e neanche hanno il tempo di dare forma o almeno tratteggio del nostro essere. Siamo abbastanza contraddittori, in realtà, vogliamo tutto e il contrario di tutto, ma rinunciamo alla cosa più importante, l’educazione e la formazione che non sono solo “roba di scuola”, comunque denigrata e ridotta ai minimi termini come paccottiglia tra le mani di un insensato quanto disperato fannullone che non sappia che cosa sia “essere scuola” invece di immaginare di poterla fare soltanto. Educazione e formazione, oltre il tempo e in ogni tempo, poiché una società, quanto più sviluppa rapidamente e altrettanto rapidamente involve, tanto più ha bisogno che ci siano idee, motivazioni, senso e direzione dietro un agire quotidiano che non può lasciar spazio al vagheggiamento insulso e vuoto degli inetti e degli ignavi, ma ha bisogno di spessore, umano e culturale, motivazioni presenti e prospettive future, speranza e volontà cosciente. “Siamo” una società, non la viviamo soltanto, non siamo passeggeri distratti che salgono su un treno senza sapere dove vada e che scendono dallo stesso quando pensano di poter tornare indietro. Non si torna indietro, in ogni caso, quel che c’era non lo troveremo più e noi stessi saremo modificati da qualsiasi scelta, anche quella più banale, anche quella temporanea o estemporanea, poiché ogni azione mette in movimento altre azioni e reazioni immutabili nel tempo e nello spazio, ogni istante del nostro vivere è un instante in cui decidere se esserci pienamente o lasciarci trascinare dall’impotenza, ogni istante del nostro vivere costruisce o distrugge legami, ogni istante ci chiede di esserci ed essere parte. Ecco, in queste così alterne e “sgrammaticate” quanto claudicanti vicende umane, abbiamo tutti una possibilità che si configura attraverso due condizioni che rappresentano l’essenza per tutti: costruire armonia con il mondo e avere cognizione del dolore (il nostro e quello del mondo).

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