Dario Leone: Storie di ordinaria amministrazione

Storie di ordinaria amministrazione (Nulla die, 2021) è un libro nel quale Dario Leone, sociologo e scrittore, sperimenta la tecnica narrativa del romanzo sociologico e, più in particolare, del memoriale sociologico che, cioè, racconta una storia in forma quasi di cronaca ma con precipua cura e attenzione per gli eventi politici che contraddistinsero la vita politica tra il 2004/2010 con significativo riferimento ai mutamenti del Partito comunista italiano.

Il volume si avvale della sincera Premessa di Marco Rizzo (segretario generale del Partito comunista) il quale pone a se stesso e ai lettori un imprescindibile interrogativo sul significato e il ruolo di un partito comunista indipendente. Difatti, è una domanda essenziale in un universo di partiti che giocano ad annichilire il valore della politica riducendola a meri interessi di parte. Di grande interesse è anche l’introduzione del sociologo Elisée Emiliano Pottier che sottolinea che le tragedie spesso si rivelano come delle farse, ma, in ogni caso, prive dello sguardo dal basso soprattutto in riferimento a temi fondamentali come la corruzione politica, le connivenze territoriali, la complessa situazione dei giovani e del lavoro.

La narrazione di Dario Leone in Storie di ordinaria amministrazione (Nulla die, 2021), è proprio questo, uno sguardo dal basso, di più, dal di dentro. Infatti, pur riferendosi alla politica nazionale ovviamente imprescindibile, focalizza il punto di vista a partire dalle condizioni locali di possibili e/o reali territori locali proprio per dare spazio e voce a quel notevole nascosto che la politica nazionale tende a non evidenziare pur avvallandone le manifestazioni secondo i propri interessi.

La storia si sviluppa attraverso otto capitoli (più una postfazione a cura di Antonio Felice, Comitato Centrale del Partito Comunista, che ricostruisce dal punto di vista storico gli eventi essenziali della politica negli anni cui si riferisce la storia) che mostrano l’evoluzione dell’ascesa e poi declino politico e umano del protagonista, Ernesto Sechia, vittima delle persecuzioni e delle calunnie di Augusto Benito (eletto Sindaco del paese di Borgotazza grazie all’appoggio dello stesso Ernesto) che tradisce le idee di pace e fraternità del Partito comunista, trasformando il suo potere in una dittatura di stampo orwelliano.

Si tratta di un susseguirsi di eventi nei quali il protagonista vede sempre di più la distanza tra l’ideale e la sua conversione in pratica politica. Una distanza che usa le tecniche della persuasione (anche violenta), della propaganda, della calunnia per allontanare dal potere chiunque rappresenti un ostacolo al suo esercizio secondo i dettami di colui che da Sindaco si è trasformato in podestà. Le tecniche persuasive della propaganda contro Ernesto sono quelle tipiche dell’annullamento della dignità politica e morale di una persona e da esse il protagonista, pur avviando un processo di opposizione prima e resistenza poi, non potrà non restarne profondamente ferito e deluso.

Il potere del Sindaco appare simile a quello del Grande Fratello di Orwell che modifica tutto in tutto e nel suo contrario facendosi garante unico del benessere dei cittadini mentre, in realtà, li riduce in schiavitù fisica e morale. La forma di isolamento sociale in cui è rinchiuso Ernesto sembra senza via di uscita, chi lo difende lo fa solo di nascosto nel terrore di poter subire conseguenze deleterie. È così che la dittatura sfascia gli ideali e le speranze, rende tutti schiavi e incapaci di risvegliare una coscienza di classe sufficiente a capovolgere l’infausta situazione.

Gli intrallazzi politici a fini di interesse di prestigio quanto economico percorrono il partito disfacendolo fino nelle sue fondamenta. Lo stesso Ernesto si allontana da Borgotazza nel desiderio di ritrovare se stesso e la propria fede nella politica che lo porterà a rinunciare all’impegno in politica senza tradire il suo ideale politico e la quasi struggente visione di dover ritornare a un ideale di stampo marxista-leninista per poter restituire voce al Comunismo.

Storie di ordinaria amministrazione (Nulla die, 2021) di Dario Leone, uno sguardo moderno su una visione politica che nasce da lontano, ma che ancora può e deve scuotere le coscienze e, forse, è proprio questa la risposta alla domanda iniziale su quale possa essere il ruolo, oggi, di un Partito Comunista Indipendente: scuotere la pigrizia delle coscienze e costruire coscienza.

Storie di ordinaria amministrazione (Nulla die, 2021) is a book in which Dario Leone, sociologist and writer, experiments the narrative technique of the sociological novel and, more particularly, of the sociological memorial which, that is, tells a story in the form of a chronicle but with particular care and attention to the political events that marked political life between 2004/2010 with significant reference to the changes in the Italian Communist Party. The volume makes use of the sincere Foreword by Marco Rizzo (general secretary of the Communist Party) who asks himself and readers an essential question about the meaning and role of an independent communist party. In fact, it is an essential question in a universe of parties that play to annihilate the value of politics by reducing it to mere vested interests. Of great interest is also the introduction of the sociologist Elisée Emiliano Pottier who emphasizes that tragedies often turn out to be farces, but, in any case, lacking the gaze from below especially in reference to fundamental issues such as political corruption, territorial connivance, the complex situation of young people and work. The narration of Dario Leone in Storie di ordinaria amministrazione (Nulla die, 2021), is just that, a look from below, more, from within. In fact, while referring to national politics obviously essential, it focuses the point of view starting from the local conditions of possible and / or real local territories precisely to give space and voice to that hidden notable that national politics tends not to highlight while endorsing its manifestations. according to their own interests. The story develops through eight chapters (plus an afterword by Antonio Felice, Central Committee of the Communist Party, which reconstructs the essential political events in the years to which the story refers from the historical point of view) which show the evolution of rise and then political and human decline of the protagonist, Ernesto Sechia, victim of the persecutions and calumnies of Augusto Benito (elected Mayor of the town of Borgotazza thanks to the support of Ernesto himself) who betrays the ideas of peace and fraternity of the Communist Party, transforming his power in an Orwellian dictatorship. It is a succession of events in which the protagonist sees more and more the distance between the ideal and his conversion into political practice. A distance that uses the techniques of persuasion (even violent), of propaganda, of slander to remove from power anyone who represents an obstacle to the exercise of him according to the dictates of the one who transformed from mayor into podestà. The persuasive techniques of propaganda against Ernesto are those typical of the annulment of a person’s political and moral dignity and from them the protagonist, while starting a process of opposition first and then resistance, cannot fail to be deeply hurt and disappointed. The power of the Mayor appears similar to that of Orwell’s Big Brother who modifies everything in everything and its opposite, becoming the sole guarantor of the well-being of citizens while, in reality, it reduces them to physical and moral slavery. The form of social isolation in which Ernesto is locked up seems to have no way out, those who defend him do so only in secret in the fear of being able to suffer deleterious consequences. This is how the dictatorship smashes ideals and hopes, makes everyone slaves and unable to awaken a sufficient class consciousness to overturn the ominous situation. The political intricacies for the purposes of prestige and economic interest run through the party, undoing it to its very foundations. Ernesto himself distances himself from Borgotazza in the desire to rediscover himself and his faith in politics which will lead him to renounce his commitment to politics without betraying his political ideal and the almost poignant vision of having to return to a Marxist ideal. Leninist in order to restore voice to Communism. Storie di ordinaria amministrazione (Nulla die, 2021) by Dario Leone, a modern look at a political vision that comes from afar, but which still can and must shake consciences and, perhaps, this is precisely the answer to the initial question about which be the role, today, of an Independent Communist Party: to shake the laziness of consciences and build conscience.

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