Perplexity

There are those who enjoy the destructive power for the sake of destruction that simulates power for him, we are having several examples these days, but not only these days. This has become power, not an opportunity for construction but for destruction, not a means of confrontation but the possibility of trampling on each other and then wiping their shoes on the bodies of those who really pay, ordinary people. Ordinary people who are also the ones who work, or try, who are the ones who make the leaps to get to the end of the month, who do not understand what is happening and what is good for everyone. Ordinary people who are the ones who have stopped believing that there are people capable of putting aside their disproportionate ego and working for everyone, since this should be the role of leaders, since this should be everyone’s job. Instead, calculations are made for personal power which, necessarily, becomes destructive, since the good of all is no longer at stake, but the supremacy over the other. Whoever makes it bigger is the one who shows off, since, after all, this is the gist of everything, getting noticed, leaving an evident sign, no matter how gross, of one’s passage. There are no ideas, since destroying the common good and people’s trust is not an idea but a perversion.

C’è chi gode della potenza distruttiva per il gusto della distruzione che simula per lui il potere, ne stiamo avendo diversi esempi in questi giorni, ma non solo in questi giorni. Questo è diventato il potere, non occasione di costruzione ma di distruzione, non modalità di confronto ma possibilità di calpestarsi gli uni con gli altri e poi pulirsi le scarpe sui corpi di coloro che pagano davvero, la gente comune. La gente comune che è anche quella che lavora, o ci prova, che è quella che fa i salti per arrivare a fine mese, che non capisce che cosa stia accadendo e quale ne sia il bene per tutti. La gente comune che è quella che ha smesso di credere che ci siano persone capaci di mettere da parte il proprio ego spropositato e lavorare per tutti, poiché questo dovrebbe essere il ruolo dei leader, poiché questo dovrebbe essere il compito di ciascuno. Invece, si fanno calcoli per il potere personale che, per forza, diventa distruttivo, poiché non è più in ballo il bene di tutti, ma la supremazia sull’altro. Chi la fa più grossa è quello che si mette in mostra, poiché, in fondo, è questo il succo di tutto, farsi notare, lasciare un segno evidente, non importa se grossolano, del proprio passaggio. Non ci sono idee, poiché distruggere il bene comune e la fiducia delle persone non è un’idea ma una perversione.

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