Rethink Our Time: News from Now-Here

When a writer dedicates himself to writing, he always creates a bond of harmony with the words that color a sheet of life (whether written by hand or on a computer), it is a harmony between thought and words, of course, but above all between both of these constraints and people’s narratives. Whether it is fiction or non-fiction, those who write seriously cannot stand outside and look at what they are writing with a superior gaze, although they try to have an objective gaze, an inclusive gaze, a gaze that always stimulates new questions and perspectives. A writer does not have and must not have the final word, but to use his own words with honesty and dignity that express the thought of him, the vision of him in the awareness of limits and the need for comparison. Otherwise, every writer would be just a vain narcissist, one who wants to show that he knows everything about everything, while, in the end, he knows little even about himself, since those who do not seek dialogue and comparison do not know themselves and inherent in each person to interact with others. Of course, these writers also exist, but I’m not like that, my pen (or my computer keyboard) are tools for dialogue and a guarantee that I have asked myself first of all to confront the real reality of people and of an age in which we live in the certainty of having done so with loyalty and a desire for encouragement. This, at least, is what happens to me when I write my books.

Today I want to briefly talk to you about a book, “News from Now-Here. Esistenza e finzione” (Nulla die, 2020), which I particularly care about and which I will present on the Zoom platform on Tuesday 12 January at 5:00 pm ( the link is: https://us02web.zoom.us/j/81010576825), thanks to the A. Rosmini Cultural Association of Trento, led and accompanied by the president of the Association, Claudio Tugnoli, who honored me with his welcome. This is a short essay, short but intense in which I talk about our daily life, in its most banal and routine expressions, inviting us to reflect how every moment of our life has more meanings and more depth than we suppose in living with lightness, often indifferent, which by now characterizes our time, especially that of relationships with others. I care a lot about this essay because it is the attempt and demonstration that a thought can be built just beyond the thought of others, but making sure that it is not excluded from us, but rather, it is so part of our being that it has embodied it completely. I mean, not an essay full of quotes, although some references are essential, but an essay in which free thought springs from within, takes shape and shapes the reality of our being. It is like a narrative essay in which the stream of consciousness, taking its cue from simple (even banal) considerations, unfolds all its energies to give meaning to life and to freely join its dance. It is an essay which tells of life and death, of reality and fiction, of automatisms and real connections with people, a book in which we talk about freedom and in which the fragility of the person does not make him weak, but rather , stronger, as more capable of learning to know herself by building bonds beyond solipsist individualism with other people. It is a proposal for freedom, it is love for life, it is a simple message that leads to the heart of the heart of every human person.

Quando uno scrittore si dedica alla scrittura crea sempre un vincolo di armonia con le parole che colorano di vita un foglio (sia esso scritto a mano o al computer), si tratta di un’armonia tra il pensiero e le parole, certo, ma soprattutto tra entrambi questi vincoli e le narrazioni delle persone. Che si tratti di narrativa o di saggistica, chi scrive con serietà non può mettersi al di fuori e guardare con sguardo superiore quello che va scrivendo sebbene cerchi di avere uno sguardo obiettivo, uno sguardo inclusivo, uno sguardo che stimoli domande e prospettive sempre nuove. Uno scrittore non ha e non deve avere la parola definitiva, ma impiegare con onestà e dignità le proprie parole che esprimono il suo pensiero, la sua visione nella consapevolezza dei limiti e del bisogno di confronto. Altrimenti, ogni scrittore sarebbe solo un vanesio narcisista, uno che vuole mostrare di conoscere tutto di ogni cosa, mentre, in fondo, conosce poco persino di se stesso, poiché chi non cerca il dialogo e il confronto non conosce se stesso e la necessità insita in ciascuna persona di interloquire con gli altri. Certo, esistono anche questi scrittori, ma io non sono così, la mia penna (o la tastiera del mio computer) sono strumenti di dialogo e garanzia di aver chiesto prima di tutto a me stessa di confrontarmi con la realtà reale delle persone e dell’epoca in cui viviamo nella certezza di averlo fatto con lealtà e desiderio di incoraggiamento.
Questo, almeno, è quello che accade a me quando scrivo i miei libri.
Oggi voglio parlarvi, brevemente di un libro, “News from Now-Here. Esistenza e finzione” (Nulla die, 2020), al quale tengo particolarmente e che martedì 12 gennaio prossimo venturo alle ore 17:00 presenterò tramite la piattaforma Zoom (questo il link https://us02web.zoom.us/j/81010576825), grazie all’Associazione culturale A. Rosmini di Trento, guidata e accompagnata dal presidente dell’Associazione, Claudio Tugnoli, che mi ha onorata della sua accoglienza.
Si tratta di un breve saggio, breve ma intenso in cui parlo della nostra vita quotidiana, nelle sue epressioni più banali e routinarie, invitando a riflettere quanto ogni istante della nostra vita abbia più significati e più profondità di quanto supponiamo nel vivere con la leggerezza, spesso indifferente, che ormai caratterizza il nostro tempo, soprattutto quello di relazione con gli altri.
Tengo molto a questo saggio perché è il tentativo e la dimostrazione che si può costruire un pensiero proprio al di là del pensiero altrui, ma facendo in modo che esso non sia escluso da noi, ma anzi, faccia così parte del nostro essere da averlo incarnato completamente. Voglio dire, non un saggio pieno di citazioni, sebbene alcuni riferimenti siano essenziali, ma un saggio in cui il pensiero libero scaturisca dall’interno, prenda forma e dia forma alla realtà del nostro essere. È come un saggio narrativo in cui il flusso di coscienza, prendendo spunto da considerazioni semplici (banali persino) dispieghi tutte le sue energie per dare significati alla vita e per unirsi in libertà alla sua danza.
È un saggio in cui si narra di vita e di morte, di realtà e finzione, di automatismi e connessioni reali con le persone, un libro in cui si parla di libertà e in cui la fragilità della persona non la rende debole, ma, anzi, più forte, poiché più capace di imparare a conoscere se stessa costruendo legami oltre l’individualismo solipsista con le altre persone. È una proposta di libertà, è amore per la vita, è un messaggio semplice che conduce al cuore del cuore di ogni persona umana.

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