Moni Ovadia e Giovanna Salvioni: Contro il razzismo

Ho letto con sentimento di attesa il libro curato da Moni Ovadia e Giovanna Salvioni, Contro il razzismo (Educatt, 2012) perché sapevo che anche a otto anni dalla sua pubblicazione avrebbe avuto qualcosa di importante da dirmi e da raccontare su un tema che si evita di trattare perchè farlo significa assumere delle importanti responsabilità. Le attese non sono state tradite.
Nel libro ho trovato un messaggio che va oltre la storia, ma la contiene e la contempla; vi ho trovato un’occasione di riflessione, ma anche di azione oltre i luoghi comuni e gli stereotipi sul tema; vi ho trovato la possibilità di interrogare me stessa su un argomento che considero fondamentale; vi ho trovato un percorso e un’analisi storica utili a una formazione anti-razzista; e vi ho trovato, infine, la spiegazione dell’errato uso semantico della parola razzista che spesso, volutamente o meno, induce in confusione.
Contro il razzismo è un libro articolato in quattro capitoli di cui l’introduzione spiega i motivi della necessità di parlare del razzismo e di farlo in maniera adeguata; il primo capitolo (Definire, riconoscere, comprendere), offre una definizione non stereotipata ma storicizzata del razzismo esplicandone il significato anche con le modificazioni occorse nel nostro quotidiano; il secondo capitolo (Da leggi infami alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) è di grande interesse per l’elencazione cronologica delle principali leggi ed editti che hanno ridotto in schiavitù l’essere umano fino alla sua apparente liberazione; nel terzo capitolo (La storia senza fine degli stermini di massa) si fa riferimento ai tanti stermini di massa operati nel mondo in nome della superiorità di razza e cultura; nel quarto e ultimo capitolo (Sei buoni motivi per essere antirazzisti) sono spiegate le ragioni fondamentali per schiudere la mente, aprire gli orizzonti e imparare a essere antirazzisti. Li elenco, nel testo poi ci sono i dettagli, poiché mi sembrano una sorta di vademecum per fare di noi stessi delle persone degne.
Bisogna essere antirazzisti:

  1. in nome dell’illuminismo, cioè della civiltà, del progresso, dell’umanità vera. L’antirazzismo è un progetto di riumanizzazione.
    2. in nome della verità scientifica che ha dimostrato l’inesistenza di una questione razziale e quindi come lotta contro la falsità e la menzogna. L’antirazzismo si configura come lotta morale.
  2. in nome del bene, cioè per mettere fine a tutto ciò che divide e oppone le persone umane.
  3. in nome del fatto di evitare il peggio, per eliminare, cioè, le peggiori manifestazioni del male senza la presunzione di sconfiggere il male in toto,
  4. in nome della pace e dell’uguaglianza allo scopo di riunificare il genere umano.
  5. in nome del diritto alla differenza, poichè essa crea armonia e non distanza.
    Contro il razzismo (Educatt, 2012) di Moni Ovadia e Giovanna Salvioni è certamente un libro che insegna a mettersi in dialogo.

I read with a feeling of expectation the book edited by Moni Ovadia and Giovanna Salvioni, Contro il razzismo (Educatt, 2012) because I knew that even eight years after its publication it would have something important to tell me and to tell about a topic that is avoided. to negotiate because doing so means taking on important responsibilities. The expectations were not betrayed. In the book I found a message that goes beyond history, but contains it and contemplates it; I found there an opportunity for reflection, but also for action beyond commonplaces and stereotypes on the subject; I found there the opportunity to question myself on a subject that I consider fundamental; I found a path and a historical analysis useful for an anti-racist formation; and finally, I found the explanation of the semantic wrong use of the word racist which often, deliberately or not, leads to confusion. Contro il razzismo is a book divided into four chapters of which the introduction explains the reasons for the need to talk about racism and to do so in an adequate manner; the first chapter (Define, recognize, understand), offers a non-stereotyped but historicized definition of racism, explaining its meaning even with the changes that have occurred in our daily life; the second chapter (From infamous laws to the Universal Declaration of Human Rights) is of great interest for the chronological listing of the main laws and edicts that have enslaved the human being until the apprentice liberation of him; in the third chapter (The endless history of mass exterminations) reference is made to the many mass exterminations carried out in the world in the name of superiority of race and culture; in the fourth and final chapter (Six good reasons to be anti-racist) the fundamental reasons for opening the mind, opening the horizons and learning to be anti-racist are explained. I list them, in the text then there are the details, since they seem to me a sort of vademecum to make ourselves worthy people. Be anti-racist: 1. in the name of the Enlightenment, that is, of civilization, progress, true humanity. Anti-racism is a rehumanization project. 2.in the name of the scientific truth that has shown the non-existence of a racial question and therefore as a fight against falsehood and lies. Anti-racism takes the form of a moral struggle. 3. in the name of good, that is, to put an end to all that divides and opposes human persons. 4. in the name of avoiding the worst, that is, to eliminate the worst manifestations of evil without the presumption of defeating the evil in toto, 5. in the name of peace and equality in order to reunify the human race. 6. in the name of the right to difference, as it creates harmony and not distance. Contro il razzismo (Educatt, 2012) by Moni Ovadia and Giovanna Salvioni is certainly a book that teaches us to engage in dialogue.

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