Becoming Voice

Writing is, for me, fighting against the standardization and massification of thought, it is giving shape and wings to the freedom that binds the thought of the other and makes it the center of one’s thought. Writing is not an adventure into the illusory, but a descent into truth, a journey into reality and its multiple expressions. I would like those who read and not read only me to seek the same freedom to give meaning to the expressions of themselves and others and to that life that does not belong to us alone. I would like those who read the words printed on sheets of paper to understand the fatigue and fight with discernment not against the other, but in favor of the meaning of life and its value. I would like the writer and reader to fight together to rediscover a sense of the human that is real and concrete, which often escapes us, but which, unique, can help us overcome the individualized obsessions of an era that prefers us alone and alone to break up better. Writing, then, becomes my bow and my arrow, but also my embrace towards the purity and candor of a life that must not escape us. Writing is not telling “meaningless facts”, but inviting the other to be part of the reality that exists even when we want to escape it because it scares us and it becomes a voice. I am enchanted by the breath of the fragile and I want to take care of them. Everything else is crap.

Scrivere è, per me, lottare contro la standardizzazione e massificazione del pensiero, è dare forma e ali alla libertà che lega al pensiero dell’altro e di esso fa il centro del proprio pensiero.
Scrivere non è un’avventura nell’illusorio, ma una discesa nella verità, un percorso nella realtà e nelle sue molteplici espressioni.
Vorrei che chi legge e non legge solo me, cercasse la stessa libertà per dare un significato alle espressioni di sé e dell’altro e a quella vita che non appartiene a noi soltanto. Vorrei che chi legge le parole stampate su fogli di carta potesse comprenderne la fatica e lottare con discernimento non contro l’altro, ma a favore del significato della vita e del suo valore. Vorrei che chi scrive e chi legge lottassero insieme per ritrovare un senso dell’umano che è reale e concreto, che spesso ci sfugge, ma che, unico, può aiutarci a superare le ossessioni individualizzate di un’epoca che ci preferisce soli e da soli per disgregarci meglio.
Scrivere, allora, diventa il mio arco e la mia freccia, ma anche il mio abbraccio verso la purezza e il candore di una vita che non deve sfuggirici.
Scrivere non è raccontare “fatterelli”, ma invitare l’altro a far parte della realtà che esiste anche quando vogliamo sfuggirle perché ci fa paura e di essa diventare voce.
Mi incanto dinanzi al respiro dei fragili e di essi desidero prendermi cura. Tutto il resto è fuffa.

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