So This Is Christmas

These days, let’s only think about giving children a smile. A smile that is of love, despite the difficulties, that does not hide the truth and the risks, but that makes them an instrument of dialogue and responsible maturation. If, as often happens, adults indulge in self-satisfaction or self-pity, we will not offer the children signs of hope and abandon them in fear of living while it is necessary for them to learn love for life and for people. It is a difficult period for everyone, even for them who are pulled between our anxieties, their rebellions, the feeling of being prisoners and isolated, the need to discover themselves and the relationship with others … even more than ever we must stimulate them, dialogue, play with them, make ourselves child and adult together so that they recognize the rules, but know how to love them by understanding their reason why which is always that of relationship and never that of individualism. Let’s tell fairy tales or stories, let’s sing nursery rhymes or songs, let’s dance with them at their pace but also teaching our own, let’s watch a film, but let’s watch it together, let’s play dolls, toy soldiers, video games too, but always together and with the spirit of care that teaches not to be alone and the only one. I am sure that in the smiles of children we can also find our serenity as adults because it is not in things but in people that we can build goodness, peace, freedom.

In questi giorni, pensiamo solo a donare un sorriso ai bambini. Un sorriso che sia di amore, nonostante le difficoltà, che non nasconda la verità e i rischi, ma che ne faccia strumento di dialogo e maturazione responsabile. Se, come spesso capita, gli adulti si lasciano andare all’auto compiacimento o all’auto commiserazione, non offriremo ai bambini segnali di speranza e li abbandoneremo nel timore di vivere mentre è necessario che essi apprendano l’amore per la vita e per le persone. È un periodo difficile per tutti, anche per loro che sono tirati tra le nostre ansie, le loro ribellioni, la sensazione di essere prigionieri e isolati, il bisogno di scoprire se stessi e la relazione con gli altri… ancora più di sempre bisogna stimolarli, dialogare, giocare con loro, rendersi piccoli e grandi assieme affinché essi riconoscano le regole, ma sappiano amarle comprendendone la ragione che è sempre quella della relazione e mai quella dell’individualismo. Raccontiamo favole o storie, cantiamo filastrocche o canzoni, balliamo con loro al loro passo ma anche insegnando il nostro, guardiamo un film, ma guardiamolo assieme, giochiamo alle bambole, ai soldatini, ai videogiochi anche, ma sempre insieme e con lo spirito della cura che insegni a non essere soli e i soli. Sono certa che nel sorriso dei bambini si possa trovare anche la nostra serenità di adulti poiché non è nelle cose ma nelle persone che dei costruisce il bene, la pace, la libertà.

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