The Honor of Teaching

How nice it is to take care of children and let them take care of us. They are a universe, those children I mean, complete but in the making, a world that is part of us and of which we must be able to be part not with the pretense of someone who knows everything, but with the curiosity of being able to learn again, without end. Children teach us not only innocence, but to live. They are all that we have forgotten that we have been and that we should properly urge ourselves to be. They are the astonishment, the irrepressible joy or the sudden sadness for simple things; the desire not to be alone but at the same time to be free to discover; the courage to grow in the rules and beyond them, especially in an age that wants us all to be equal and standardized; the need to find out who one is and who one can become, the ability to dream and to identify with their infinite game of roles which, too often, finds us losers. When I taught to teach, in my hours of splitting, for free, I went to spend some time with the children of kindergarten and elementary school. How much have I learned! How gratifying their welcome and their waiting for me among them! How much more than paid for by their smiles and innocent sharing of our time for those hours we dedicated to ourselves. It was a hug, the courage of a smile, the ability to hold the tears in the corner of the eyes without them dripping or disappearing. Tears uncertain whether to flow or leave room for a smile to open up. Then, I went back to my high school students and it seemed to me that I could still recognize in the eyes of some of them that same unmistakable innocence, although hidden in a tough snout or in a grim grimace. Here it is, I thought, it is the same unexpressed tear, the same smile uncertain whether to open or not, the same need to rely on someone who knew how to love them for what they were. Wonderful children! Wonderful boys, “my boys”! Caring for it is a burden and an honor, an infinite responsibility and joy.

Come è bello prendersi cura dei bambini e lasciare che essi si prendano cura di noi. Sono un universo, i bambini, completo ma in divenire, un mondo che è parte di noi e di cui noi dobbiamo riuscire a essere parte non con la pretesa di chi conosce tutto, ma con la curiosità di poter imparare ancora, senza fine. I bambini ci insegnano non solo l’innocenza, ma a vivere. Loro sono tutto quello che noi abbiamo dimenticato di essere stati e che, opportunamente, dovremmo sollecitare noi stessi a essere. Loro sono lo stupore, la gioia incontenibile o la tristezza improvvisa per le cose semplici; il desiderio di non restare soli ma al tempo stesso di essere liberi di scoprire; il coraggio di crescere nelle regole e oltre di esse, soprattutto in un’epoca che ci vuole tutti uguali e standardizzati; il bisogno di scoprire chi si è e chi si può diventare, la capacità di sognare e di immedesimarsi nel loro infinito gioco dei ruoli che, troppo spesso, ci trova perdenti. Quando ho insegnato a insegnare, nelle mie ore di spacco, gratuitamente, andavo a passare un po’ di tempo con i bambini delle materne e delle elementari. Quanto ho imparato! Quanto gratificante la loro accoglienza e il loro attendermi in mezzo a loro! Quanto più che pagato dal loro sorriso e dalla condivisione innocente del nostro tempo quelle ore che ci dedicavamo. Era un abbraccio, il coraggio del sorriso, la capacità di trattenere le lacrime all’angolo degli occhi senza che colassero o sparissero. Lacrime incerte se scorrere o lasciare lo spazio al sorriso per aprirsi. Poi, ritornavo dai miei liceali e mi sembrava di poter riconoscere ancora nello sguardo di alcuni tra loro quella stessa inconfondibile innocenza, sebbene celata in un grugno da duro o in una smorfia cupa. Eccola, pensavo, è la stessa lacrima inespressa, lo stesso sorriso incerto se schiudersi o meno, la stessa necessità di affidarsi a qualcuno che sapesse amarli per quello che erano. Meravigliosi bambini! Meravigliosi ragazzi, “i miei ragazzi”! Averne cura è un onere e un onore, una responsabilità e una gioia infinite.

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