The Labyrinth of the Heart

This heart is a labyrinth that oscillates between yearnings for life and death, undecided on which path to take and which path to avoid. It beats, gets busy, silently lies and then starts running again as if there was a time to recover. It is wrong, nothing can be recovered, everything must be lived for what it is, with the ups and downs, the escapes and breaks, the joys and troubles of a life that must not twist on itself because the goal is not ahead but inside and continues to grow and evolve despite and thanks to the roughness and imprecise beats of this “heart inside” that groans. It groans for pain and emptiness, but also for the courage not to give up; it groans for the emptiness of meaning that surrounds it, but also for the sweet voice that calls it back to life; it groans for the silences without meaning, but also for those screams empty of content. It groans for the useless complications that stand between itself and the other, always in search of an ego that does not share but that takes possession of the substance of the other; it groans for the senseless fall towards the loss of those values ​​that could be for each and all the simple way to love and freedom. Only love and freedom, indeed, know which is the way to get out of that labyrinth of emptiness of meaning that subjugates us and in which that beating heart is nothing but a thud into nothingness.

È un labirinto questo cuore che oscilla tra aneliti di vita e di morte indeciso su quale strada percorrere e quale sentiero evitare. Batte, si affanna, silenzioso giace e poi ricomincia a correre come se ci fosse un tempo da recuperare. Si sbaglia, nulla può essere recuperato, ogni cosa va vissuta per quello che è, con gli alti e i bassi, le fughe e le pause, le gioie e i tormenti di una vita che non deve attorcigliarsi su se stessa perché la meta non è avanti ma dentro e continua a crescere ed evolvere nonostante e grazie le asperità e gli imprecisi battiti di questo “cuore dentro” che geme. Geme per il dolore e per il vuoto, ma anche per il coraggio di non arrendersi; geme per il vuoto di senso che lo circonda, ma anche per la voce dolce che lo richiama in vita; geme per i silenzi privi di signifcato, ma anche per quelle urla vuote di contenuto. Geme per le complicazioni inutili che si frappongono fra sé e l’altro, sempre alla ricerca di un Io che non condivide ma che si impossessa della sostanza dell’altro; geme per la caduta senza senso verso la perdita di quei valori che potrebbero essere per ciascuno e per tutti la via semplice verso l’amore e la libertà. Solo amore e libertà, infatti, sanno quale sia la via per uscire da quel labirinto di vuoto di senso che ci soggioga e nel quale quel cuore che batte non è che un tonfo nel nulla.

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