The Voice of Those Who Listen

Especially during the writing phase, my heart is in turmoil, my thoughts quiver and the hands on the keyboard often cannot keep up with the incessant rhythm of the thought that writes and tells those stories closed in the heart. Yet, these are the moments in which I desire even more the confrontation, those in which to read, participate in cultural and human meetings and confrontations (even if online … and thank goodness there are, I don’t know how I will do when everything will resume in presence) becomes even more essential for me. Thought is not made to think itself but to give voice to voices. In fact, while I confront myself, even if I intervene, what I listen to is more important, it enriches me, it offers me the possibility to dialogue with the new myself that expresses itself and finds turning points and new paths to investigate. My life, but life in general, I believe, is a search, the continuous search for meanings thanks to which our time is not marked only by things to do or possess, but by bridges and bonds to be built that are able to narrate about oneself beyond the time and transitory space of an encounter. I have always loved listening, today I speak more, but I have always preferred to listen and with my eyes take on and tell my life together with the life of others. Today, a few like to listen, many prefer to show themselves (or, worse, perform) I prefer my writing to narrate me, the sincerity and dignity with which I compare myself with life in all its nuances. I also learned that others need to be heard, even if they don’t listen. This is a bit sad, since often those who know how to listen are faced with the bursting egoism of those who, lulled by being listening, are not able to do the same. Too bad, they lose many opportunities, since those who listen are often also those who have more things to tell and, often, also have the need to tell about themselves, but they are silent and do not betray the commitment to the other, they do not deny their listening, because those who know how to listen have made choices and consistency towards them is stronger than the need to let go. So it happens to me that in writing I tell a lot of that apparent silence that tells much more than those often ruthless voices that tell only about themselves. I know, maybe it’s complicated to understand in a time when many like to listen only to their own voice, but, you see, the gaze of that night sky that erases the shadows and gives the light its soft color always surprises me. That pale light, in the darkness of the night, is stronger than the sunlight and the voice of silence whispers stories that not even the clamor of the day will be able to erase. The sign of oneself, what remains in the depths of those around us, is not the shouted voice that speaks only of itself, but the whispered and delicate one of those who, in listening, leave the seeds of their own story that will be told and narrated and narrated again … because it was written with love, amazement, modesty, dignity, honesty, consistency, freedom. This is my voice and this is my song.

Soprattutto in fase di scrittura il mio cuore è in fermento, il mio pensiero freme e le mani sulla tastiera spesso non riescono a stare dietro al ritmo incessante del pensiero che scrive e racconta quelle storie chiuse nel cuore. Eppure, sono questi i momenti in cui desidero ancora di più il confronto, quelli in cui leggere, partecipare a incontri e confronti culturali e umani (anche se on line… e meno male che ci sono, non so come farò quando tutto riprenderà in presenza) diventa per me ancora più essenziale. Il pensiero non è fatto per pensare se stesso ma per dare voce alle voci. Difatti, mentre mi confronto, anche se intervengo, quello che ascolto è più importante, mi arricchisce, mi offre possibilità di dialogare anche con la nuova me stessa che si esprime e trova svolte e nuovi percorsi da indagare. La mia vita, ma la vita in genere, credo, è una ricerca, la continua ricerca di significati grazie ai quali il nostro tempo non è segnato solo da cose da fare o da possedere, ma da ponti e legami da costruire che siano in grado di narrare di sé oltre il tempo e lo spazio transitorio di un incontro. Ho sempre amato molto ascoltare, oggi parlo di più, ma ho sempre preferito ascoltare e con lo sguardo assumere e raccontare la mia vita insieme alla vita degli altri. Oggi, pochi amano ascoltare, molti preferiscono mostrarsi (o, peggio, esibirsi) io preferisco che sia la mia scrittura a narrarmi, la sincerità e la dignità con cui mi confronto con la vita in tutte le sue sfumature. Ho imparato anche che gli altri hanno bisogno di essere ascoltati, anche se non ascoltano. Questo è un po’ triste, poiché spesso chi sa ascoltare si trova dinanzi al prorompente egoismo di chi, cullato dall’ascolto dell’altro, non è però in grado di fare altrettanto. Peccato, perdono molte occasioni, poiché chi ascolta spesso è anche chi ha più cose da narrare e, spesso, ha anche il bisogno di raccontarsi, ma tace e non tradisce l’impegno verso l’altro, non gli nega il suo ascolto, perché chi sa ascoltare ha fatto delle scelte e la coerenza verso di esse è più forte del bisogno di lasciarsi andare. Mi capita così che nella scrittura io narri molto di quel silenzio apparente che racconta molto più di quelle voci spesso spietate che raccontano solo di se stesse. Lo so, forse è complicato da capire in un tempo in cui a molti piace ascoltare solo la propria voce, però, vedete, mi sorprende sempre lo sguardo di quel cielo notturno che cancella le ombre e dona alla luce il suo tenue colore. Quella pallida luce, nel buio della notte, è più forte della luce del sole e la voce del silenzio sussurra storie che neanche il clamore del giorno potrà cancellare. Il segno di sé, quello che resta nel profondo di chi ci è intorno, non è la voce urlata che parla solo di sé, ma quella sussurrata e delicata di chi, nell’ascoltare, lascia i semi della propria storia che sarà narrata e narrata e narrata ancora… perché scritta con amore, stupore, pudore, dignità, onestà, coerenza, libertà. Questa è la mia voce e questo è il mio canto.

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