Images and Words

I was still thinking about images and their power which is not only to represent a reality that often goes far beyond reality itself, but to inform, in-form, contribute to a process of formation of the person which cannot go beyond the true and must respect the conscience of the other far beyond individual interpretations and “translations”. You can vary the modality and even the voice of the story, you can interpret and embody a nuance of thought instead of another, you can even go against the tide or highlight hidden nuances or highlight hidden implications of the actions narrated and the possible consequences, but the facts must be real and true. Otherwise, the risk is not to create a different imaginative and imaginary, but to create confusion. If guided, by reading a text or by a person who moderates the distance between a text and an image that represents it, then you can let yourself go to the passion for free interpretations that open up different levels of understanding and reflection, but when this does not happen, for one reason or another, the consequence is that free interpretation becomes the seal of a literary reality that does not exist, transcends it and prevents “formation”. At school, I often happened to show films based on literary works and it was always possible to mediate between the text and the image while safeguarding the greatness and beauty (or not) of both. How many times, however, have I heard guys talk about a film related to a literary work without being able to distinguish one from the other and fall into confusion. It is not a question of privileging the original over its representation, the interpretation of those who reread a text, sometimes more interesting than the text itself, must always be reserved, but it is a question of finding a way to ensure that knowledge and understanding, reflection and discernment have tools for comparison. Otherwise, the risk is to lose the beauty of the image as much as that of the word and betray the perception and reflection of those in training. The images are as fundamental as the words and the importance of their “unavoidability” from the truth is not only a problem of interpretation and representation, but of a way of reading reality that leads to look beyond what appears to enable us to understand the essence of truth.

Pensavo ancora alle immagini e al loro potere che non è solo quello di rappresentare una realtà che, spesso, va ben oltre la realtà stessa, ma quello di informare, in-formare, contribuire a un processo di formazione della persona che non può esulare dal vero e deve rispettare la coscienza dell’altro ben oltre le interpretazioni e le “traduzioni” individuali. Si può variare la modalità e persino la voce del racconto, si può interpretare e incarnare una sfumatura di pensiero invece di un’altra, si può persino andare controcorrente o mettere in risalto sfumature nascoste o porre in evidenza risvolti nascosti delle azioni narrate e le possibili conseguenze, ma i fatti devono essere reali e fedeli. Il rischio, in caso contrario, non è quello di creare un immaginifico e un immaginario differente, ma quello di costruire confusione. Se guidati, dalla lettura di un testo o da una persona che moderi la distanza tra un testo e un’immagine che lo rappresenta, allora ci si può lasciar andare alla passione per le libere interpretazioni che aprono livelli di comprensione e riflessione diversi, ma quando questo non accade, per un motivo o per un altro, la conseguenza è che la libera interpretazione diventa sigillo di una realtà letteraria che non esiste, la trascende e impedisce la “formazione”. A scuola, spesso mi è capitato di mostrare film tratti da opere letterarie e sempre è stato possibile mediare tra il testo e l’immagine salvaguardando la grandezza e la bellezza (o meno) dell’uno e dell’altra. Quante volte, però, mi è capitato di sentire ragazzi parlare di un film relativo a un’opera letteraria senza poter distinguere l’uno dall’altra e cadere in confusione. Non si tratta di privilegiare l’originale alla sua rappresentazione, va sempre fatta salva l’interpretazione di chi fa una rilettura di un testo, talvolta più interessante del testo stesso, ma si tratta di trovare un modo affinché la conoscenza e la comprensione, la riflessione e il discernimento abbiano strumenti di confronto. In caso contrario, il rischio è di smarrire la bellezza dell’immagine quanto quella della parola e tradire la percezione e la riflessione di chi è in formazione. Le immagini sono fondamentali quanto le parole e l’importanza della loro “imprescindibilità” dalla verità non è solo un problema di interpretazione e rappresentazione, ma di un modo di leggere la realtà che induca a guardare oltre ciò che appare per rendere capaci di comprendere l’essenza della verità.

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