Graham Swift: Il paese dell’acqua

Il paese dell’acqua (Beat, 2016) di Graham Swift è un romanzo di grande intensità linguistica e narrativa tramite la quale l’autore britannico offre non solo una narrazione completa, ma il suo integrarsi con la Storia che diviene non sfondo transitorio e sostituibile quanto protagonista, emblema e metafora della vita.

La trama è ambientata nei Fens, terre bonificate dell’East-Anglia, dove il protagonista, Tom Crick, professore di Storia prossimo a un forzato pensionamento, rilegge la sua storia personale con gli occhi di un accademico che vuole, però, contestualizzare la Storia con la S-maiuscola nella storia del quotidiano di ciascuna persona. Saranno molti i riferimenti storici che percorrono il testo in lungo e in largo, ma una cosa sola resta ferma, quale sia il ruolo della Storia nella storia e nell’hic et nunc, variabile e personale che ciascun individuo deve affrontare.

Difatti, oltre le storie personali dei protagonisti, ciò che davvero sembra essere l’obiettivo dell’autore, è proprio la riflessione sul significato e sul ruolo della storia nel tempo presente. Credo che una pista la indichi lo stesso autore quando un suo studente impertinente (come lo chiama), Price, quando gli viene detto di dover studiare la Storia risponde con na domanda “Perché?” in realtà, questa è proprio la domanda delle domande, è quel quesito che ricompone il significato reale della storia e ne dimostra l’importanza nel presente. La Storia è un continuo perché, cioè un costante interrogassi e doversi interrogare non sul passato, ma sul perché quel passato possa modificare il presente.

Così, la storia personale di Tom Crick, di suo fratello Dick, di Freddie Parr, di Mary e Sarah come degli stessi Fens non è più una storia isolata; i loro dolori, le inquietudini, i silenzi e le bugie sono parte di una narrazione che eleva il proprio narrato al livello della Storia, cioè di ricerca, di significato, di direzione da dare al proprio vissuto.

L’acqua dei Fens, allora, come la Storia, ritorna a impossessarsi delle terre in un continuo ricominciare da capo cui solo la costanza e la cura della mano dell’uomo può dare un ritmo una speranza.

Il paese dell’acqua (Beat, 2016) by Graham Swift is a novel of great linguistic and narrative intensity through which the British author offers not only a complete narrative, but its integration with the Story that becomes a transitory and replaceable background as a protagonist, emblem and metaphor of life.

The plot is set in the Fens, reclaimed lands of East Anglia, where the protagonist, Tom Crick, a professor of History close to forced retirement, re-reads his personal history with the eyes of an academic who wants, however, to contextualize the History with a capital S in the history of each person’s everyday life. There will be many historical references that run the length and breadth of the text, but only one thing remains firm, what is the role of history in history and in the here and now, variable and personal that each individual must face.

In fact, beyond the personal stories of the protagonists, what really seems to be the author’s goal is precisely the reflection on the meaning and role of history in the present time. I believe that a lead is pointed out by the same author when an impertinent student of his (as he calls him), Price, when told to study history, answers with the question “Why?” in reality, this is precisely the question of the questions, it is that question that recomposes the real meaning of history and demonstrates its importance in the present. History is a continuous why, that is, a constant questioning and having to question oneself not about the past, but about why that past can modify the present.

Thus, the personal story of Tom Crick, of his brother Dick, of Freddie Parr, of Mary and Sarah as of the Fens themselves is no longer an isolated story; their pains, anxieties, silences and lies are part of a narration that raises its narration to the level of history, that is, of research, of meaning, of direction to be given to one’s own experience.

The water of the Fens, then, like history, returns to take possession of the lands in a continuous start over to which only the perseverance and care of the hand of man can give a rhythm a hope.

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